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Изворен канал @pythonotes · Post #156 · 2 окт.

Те, кто в Python не первый день, хорошо знают, что на число можно умножить не только число, но и другие типы. Главное, чтобы у этих типов была реализация такой операции. # list >>> [1] * 3 [1, 1, 1] # tuple >>> (2, 3) * 3 (2, 3, 2, 3, 2, 3) # string >>> "A" * 3 "AAA" Так работает полиморфизм стандартных типов. Интересно здесь то, что это сработает и в том случае, когда порядок операндов обратный. То есть int умножить на [тип]. # list >>> 3 * [1] [1, 1, 1] # tuple >>> 3 * (2, 3) (2, 3, 2, 3, 2, 3) # string >>> 3 * "A" "AAA" Если хотите реализовать такое поведение в ваших классах то следует помнить два момента: 1. Если множитель справа, то вам нужно реализовать метод __mul__, наш класс это первый операнд, то есть слева. myType * 3 2. Если множитель слева, то вам нужно реализовать метод __rmul__, наш класс это второй операнд, справа. 3* myType Всё тоже самое можно делать и для других математических операторов. И если в этом примере действие и результат будут фактически одинаковыми, то бывают ситуации, когда это не так. Например, при умножении матриц имеет значение порядок операндов. Для других операторов, таких как деление или сдвиг, очень важно кто с какой стороны находится. >>> 2/4, 4/2 (0.5, 2.0) >>> 2<<3, 3<<2 (16, 12) >>> 100%15, 15%100 (10, 15) #tricks#basic

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@gianlucaprocaccinireport · Post #10005 · 31.10.2025 г., 08:06

Il crocefisso tridimensionale Nell’iconografia cristiana orientale esiste una differenza teologica e artistica profonda rispetto alla tradizione occidentale: il Cristo crocifisso non è assente, ma non viene rappresentato nel modo realistico, doloristico e naturalistico tipico dell’arte latina. Per capire il perché, bisogna guardare alla teologia delle icone e alla storia della Chiesa orientale. ✅ 1. L’icona non rappresenta il momento della morte, ma la vittoria sulla morte Nella teologia ortodossa, l’icona non è una narrazione naturalistica, ma una teofania, una rivelazione della realtà trasfigurata. Per questo: Cristo non è mostrato come un uomo distrutto dalla sofferenza non viene resa l’agonia fisica non c’è un realismo del sangue, delle ferite, del cadavere Quando si rappresenta la Crocifissione nelle icone, Cristo è: ✔ sereno ✔ con gli occhi chiusi ma non cadaverico ✔ con il corpo composto, non deformato ✔ quasi “regale”, come un Re che entra volontariamente nella morte Quindi l’enfasi è la vittoria e la divinizzazione, non la tragedia. -✅ 2. L’icona non vuole suscitare pietismo o emozione fisica L’arte cattolica medievale e rinascimentale, soprattutto dopo il XIII secolo, ha sviluppato un linguaggio drammatico e realistic: corpi feriti, tormento, dolore fisico. Nell’Oriente ortodosso questo è considerato estraneo al linguaggio sacro: la fede non deve passare attraverso lo shock emotivo l’icona non rappresenta emozioni umane, ma realtà teologica ✅ 3. Il centro della fede orientale non è la Croce, ma la Resurrezione La tradizione orientale pone al vertice della teologia pasquale l’Anastasis (la Discesa agli Inferi), non il Calvario. L’icona più importante della Pasqua non è Cristo inchiodato, ma Cristo che rompe le porte dell’inferno e solleva Adamo ed Eva: l’immagine della redenzione universale. Il messaggio è teologico: 👉 Cristo non è vinto dalla morte; entra liberamente nella morte per distruggerla. Foto: San Basilio - Mosca https://t.me/gianlucaprocaccinireport #icone#cristianesimo#orthodox #russia#europa#cruz#croix#jesuschrist#victory#arte