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Изворен канал @pythonotes · Post #156 · 2 окт.

Те, кто в Python не первый день, хорошо знают, что на число можно умножить не только число, но и другие типы. Главное, чтобы у этих типов была реализация такой операции. # list >>> [1] * 3 [1, 1, 1] # tuple >>> (2, 3) * 3 (2, 3, 2, 3, 2, 3) # string >>> "A" * 3 "AAA" Так работает полиморфизм стандартных типов. Интересно здесь то, что это сработает и в том случае, когда порядок операндов обратный. То есть int умножить на [тип]. # list >>> 3 * [1] [1, 1, 1] # tuple >>> 3 * (2, 3) (2, 3, 2, 3, 2, 3) # string >>> 3 * "A" "AAA" Если хотите реализовать такое поведение в ваших классах то следует помнить два момента: 1. Если множитель справа, то вам нужно реализовать метод __mul__, наш класс это первый операнд, то есть слева. myType * 3 2. Если множитель слева, то вам нужно реализовать метод __rmul__, наш класс это второй операнд, справа. 3* myType Всё тоже самое можно делать и для других математических операторов. И если в этом примере действие и результат будут фактически одинаковыми, то бывают ситуации, когда это не так. Например, при умножении матриц имеет значение порядок операндов. Для других операторов, таких как деление или сдвиг, очень важно кто с какой стороны находится. >>> 2/4, 4/2 (0.5, 2.0) >>> 2<<3, 3<<2 (16, 12) >>> 100%15, 15%100 (10, 15) #tricks#basic

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #732 · 31.08.2024 г., 12:38

https://x.com/SavinoBalzano/status/1829860394489250020?t=zaMjPOZOXl44HveO9fTpbA&s=19 Alcuni hanno riportato la notizia: «Onlyfans” sbarca alla Festa dell’Unità di #Pesaro». Già immaginavo quali potevano essere i “contenuti” della “riflessione” (virgolette a dir poco perentorie), tuttavia questa volta ho desiderato torturarmi: sul sito di Radio Radicale è disponibile la registrazione del panel e me le sono guardata tutta (a velocità 1.5). Uno squallore desolante come pochi. È stato tuttavia un momento decisamente significativo perché ci consente di confermare quanto molti sostengono di una certa sinistrucola e di un certo sindacatucolo. In quella stessa sede, peraltro, #Renzi è stato accolto dai presenti come il Messia: basterebbe, comunque vediamo. Partiamo da un punto: che ci sia un rapporto tra questo tipo di attività e la #prostituzione non sono io a sostenerlo: gran parte del panel è stato dedicato proprio al tema della prostituzione e della sua disciplina. Dopotutto, di vendita del corpo parliamo: c’è chi lo vende di persona, mediante una prestazione sessuale in senso stretto, e chi lo vende virtualmente facendo del #porno o roba assai simile. E la “creator”, ospite del palco della #sinistra italiana, lo ha affermato senza remore e cito letteralmente: «oltre a essere una troia sono una #persona». Che sia una persona a me è molto chiaro, ma non credo possa dirsi lo stesso di chi l’ha invitata. La moderatrice, della giovanile del #PD, si affanna a descrivere il lavoro della creator di #Onlyfans: è “un lavoro come un altro”. C’è la tizia dei radicali che parla di normalizzazione del mestiere, ma forse lei è la più coerente di tutti. Sublime l’esponente della #CGIL che detta le priorità sul tema: individuare per questi “lavoratori” un codice ateco che oggi non esiste per tali partite iva, riconoscere che il lavoro su Onlyfans è paragonabile a quello degli #influencer di #Instagram e, dulcis in fundo, garantire loro supporto psicologico (che poi non si capisce: se è un lavoro come un altro, perché il supporto psicologico è una priorità?). In definitiva, l’augusta moderatrice domanda ai suoi autorevolissimi ospiti se secondo loro Onlyfans è utile nel “fare un passo in avanti” nel settore. Risposte illuminanti: la piattaforma è stata definita come uno spazio di rivendicazione (alla presenza di un sindacalista!) e uno strumento (questo lo ha detto proprio il sindacalista) di riappropriazione del proprio #corpo. Immaginate la mia faccia in quel momento. Il punto non è “porno sì” o “porno no”: è bene che ognuno sia libero di fare quel che vuole e, sincerità per sincerità, vi dico che a me il porno è sempre piaciuto. La #libertà deve però essere sostanziale, non solo formale. Perché uno sia davvero libero, non deve essere costretto a una scelta dal contesto, dalle difficoltà di tutti i giorni, dalla disperazione. Questo punto è stato completamente ignorato: completamente assente dalla discussione. Quante sono le prostitute (ripeto: il parallelo con la prostituzione – che per certi versi condivido – lo hanno scelto loro!) sfruttate, quelle che sono costrette a ricorrervi per sopravvivere? Cambierebbe molto, dico in generale, se il pappone fosse un algoritmo? Cambia tanto se non sono le botte a costringerti, ma la fame? Non è sempre cosi, ovviamente, c’è chi sceglie in assoluta libertà, ma qualcuno ci sarà pure a navigare in brutte acque. E io vi domando: non dovrebbero essere questi ultimi al centro dei pensieri di chi dice di rappresentare la sinistra? Sia chiaro: il problema è certamente culturale e chi ha preso parte alla “discussione” disponeva di strumenti quantomeno spuntati, ma non fa notizia. Il deperimento culturale nel dibattito pubblico è notorio e ha radici lontane. Il fatto rilevante è che questo “ragionamento” si sia tenuto alla Festa dell’Unità, a casa di chi dovrebbe fare della questione sociale il punto di partenza. (...) CONTINUA su X