@savinobalzano · Post #1186 · 11.10.2025 г., 08:48
https://x.com/SavinoBalzano/status/1976931968307671183?t=IOlr12eUjFr0HT2zRXjArw&s=19 La stupidità del mainstream (e dunque di politicanti, pseudo giornalisti e pseudo opinionisti) raggiunge sempre nuove vette, insperati nuovi traguardi. Non è detto siano tutti in malafede: per esserlo, serve intelligenza, malizia. Molto spesso, si tratta di mere pecore: vanno a destra o a manca istintivamente, al fischio del pastore o al latrare del maremmano di turno. L'accordo appena sottoscritto in Medio Oriente non è perfetto, anzi. Restano numerosi nodi irrisolti, il ruolo dei palestinesi è marginale se non inesistente, però la domanda che dovremmo porci è: meglio questo o il perdurare dei bombardamenti sulla popolazione civile? Ancora: se non tramite questo accordo, in quale altro modo si poteva arrivare all'interruzione delle ostilità su #Gaza? L'attuale equilibrio è precario a dir poco, ma mi pare meglio - molto meglio - di quanto accadeva solo poche ore fa. E, dopotutto, a dirlo sono i gazawui che festeggiano per le strade. #DonaldTrump non è l'uomo della provvidenza. Però è suo il merito di questo risultato. Domandiamoci, solo per un secondo, cosa sarebbe accaduto con Biden alla Casa Bianca o - forse peggio - con l'amata Kamala. Ancora, chiediamoci quali sarebbero oggi i rapporti con la Russia se uno di quei due sedesse sulla poltrona della persona più potente dell'occidente. Forse non ne staremmo nemmeno parlando più. Fu #Trump, non dimentichiamolo, a ottenere quel fregile cessate il fuoco a Gaza appena eletto. Per il mainstream fu tanto imbarazzante che provarono a sostenere che Donald stesse solo raccogliendo i frutti del duro lavoro di Biden. Come se Biden fosse ancora in grado di intendere e di volere. Cos’è più insopportabile per certi commentatori: continuare ad assistere alla sofferenza del popolo palestinese o accettare che tale sofferenza sia stata lenita grazie a Trump? Questa è dura. Perché qualcuno potrebbe anche pensare che, del popolo palestinese, in fondo non gliene sia mai importato più di tanto. Solo qualche ora fa, il buon Michele #Serra, col solito tono da salotto perbene, bollava l'ipotesi di conferire il Nobel per la pace a Trump come una «battuta di spirito». E a chi sarebbe stato bene riconoscerlo invece? A qualcuno della sua tanto amata Unione Europea? A Von der Leyen? Kallas? Kubilius? A qualche tecnocrate impegnato solo a tagliare la spesa pubblica e lo stato sociale a danno dei più fragili? Magari se ne potrebbe conferire un secodo a tutta l'UE, da celebrare in un'altra piazza condita con note di suprematismo culturale (indimenticabile il delirio di Vecchioni), a spese del comune di Roma. Perché no? Tutti sono concentrati a spellarsi le mani e a godere come ricci per il conferimento a María Corina Machado. Una "sinistra" (meglio, sinistrucola) così è forse la peggiore di sempre: esultano come scimmie per una che è più liberista di Javier Milei, per una che ha nutrito rapporti quantomeno opachi con i Bush, per quella che sarà utilizzata come utile e sciocco grimaldello per sovvertire Hugo Chávez. Tutto in perfetto stile neocon. Con un'opposizione così, va bene anche Tajani agli esteri. E ho detto tutto.
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