Мы уже знаем, что на текущую сессию интерпретатора изменение PYTHONPATH никак не повлияет. Но если вы запустите дочерний процесс, то он унаследует окружение текущего процесса, а значит и изменения в любых переменных будут на него влиять.
Вот небольшой пример:
Объявляем переменную
user@host:~$ export PYTHONPATH=/path1
Запускаем интерпретатор
user@host:~$ python3
Проверим что в sys.path
>>> import sys
>>> print(sys.path)
['', '/path1', '/usr/lib/...', ...]
Добавляем что-то в переменную
>>> import os
>>> os.emviron['PYTHONPATH'] = '/path1:/path2'
>>> print(sys.path)
['', '/path1', '/usr/lib/...', ...]
Изменений нет. Но давайте запустим дочерний процесс и посмотрим там
>>> os.system('python3')
# теперь мы находимся в другом процессе
>>> import sys
>>> print(sys.path)
['', '/path1', '/path2', '/usr/lib/...', ...]
Тоже самое будет и с subprocess, так как по умолчанию текущее окружение тоже наследуется.
>>> import subprocess
>>> subprocess.call(['python3', '-c', 'import sys;print(sys.path)'])
['', '/path1', '/path2', '/usr/lib/...', ...]
______________________
Лучшей практикой является передача энвайронмента явно через аргумент env!
import subprocess
subprocess.call(cmd, env={'PYTHONPATH': '...'})
Это поможет точно понимать какое окружение будет у запускаемого процесса и при этом не изменять окружение текущего процесса.
#basic
🔻 Tonight the Jewish people begin celebrating the Festival of Lights. Heidi and I wish everyone throughout Texas, America, Israel, and around the world a very Happy #Hanukkah. https://t.co/ba7VgOQ7c4
November 28, 2021 at 10:50PM
via Twitter
@SenTedCruz
“Amiamo i nostri vicini e amici ebrei e dobbiamo fare tutto il possibile per proteggerli. La comunità cattolica raddoppierà i suoi sforzi per combattere l’#antisemitismo attraverso l’istruzione e la predicazione. Abbiamo offerto i nostri servizi educativi e di consulenza ai nostri vicini ebrei mentre le loro funzioni religiose sono bloccate o sovraffollate. Celebreremo numerose funzioni religiose per i morti, i feriti e i traumatizzati”.
È l’appello lanciato dall’Arcivescovo cattolico di #Sydney, mons. Anthony Fisher, dopo l’#attentato alla spiaggia di #BondiBeach, a Sydney, che ha preso di mira gli ebrei australiani mentre centinaia di persone si riunivano per celebrare il primo giorno di #Hanukkah. Una delle vittime era un sopravvissuto all’Olocausto, morto mentre proteggeva la moglie dai proiettili. Il bilancio, ancora provvisorio, è di almeno 16 vittime, mentre 38 persone sono in ospedale per le ferite. Tra loro anche un passante ripreso dalle telecamere mentre affrontava l’aggressore armato.
“Siamo tutti profondamente addolorati e giustamente arrabbiati per l’attacco terroristico a Bondi Beach. Il fatto che la celebrazione della festa ebraica di Hanukkah possa concludersi con almeno 16 morti, tra cui un bambino, e molti altri feriti, inorridisce gli australiani” scrive l’arcivescovo sul settimanale dell’arcidiocesi, “The Catholic weekly”, che ribadisce: “Il disprezzo sfacciato e spietato per la vita umana e l’odio di alcune persone verso tutti gli ebrei sono un male indicibile che deve essere ripudiato da ogni australiano. Qualsiasi attacco contro singoli ebrei – rimarca il presule – è un attacco all’intera comunità ebraica, e qualsiasi attacco contro la comunità ebraica è un affronto al nostro stile di vita di australiani. Deve essere condannato inequivocabilmente e giustizia per le vittime deve essere fatta rapidamente”.
Mons. Fisher denuncia che “per oltre due anni, si è inasprito un clima di antisemitismo pubblico che ha portato a intimidazioni, divisioni e alla normalizzazione di un linguaggio incendiario. Di fronte alla mia cattedrale a Hyde Park si sono tenute manifestazioni settimanali in cui sono stati regolarmente pronunciati messaggi provocatori, che non hanno avuto altro esito che far ‘alzare la temperatura’ e forse contribuire alla radicalizzazione. Questo deve finire”.
Mons. Fisher, inoltre, ricordando le origini ebraiche della sua bisnonna ribadisce che “Mia bisnonna era ebrea e quindi ho origini ebraiche nella mia famiglia. Gesù era ebreo, nato da madre ebrea, nato sotto la Legge ebraica. Maria e Giuseppe erano ebrei. Così come nostro padre Abramo e tutti i profeti, così come tutti i 12 apostoli. I cristiani sono figli di ebrei. E quindi, un attacco agli ebrei è un attacco a tutti noi”. E tuttavia, “anche in mezzo a un male così oscuro, ieri si sono manifestate tracce di bontà: nello straordinario coraggio della polizia, degli operatori delle ambulanze e dei soccorritori, così come dei passanti; e nella generosità di coloro che offrono aiuto alle vittime”.
L’arcivescovo conclude porgendo le condoglianze “ai nostri fratelli e sorelle ebrei. Vi assicuriamo le nostre preghiere e la nostra vicinanza in questo momento a tutte le vittime di questo attacco, alle loro famiglie e all’intera comunità. Hanukkah e Natale si verificano più o meno nello stesso periodo come feste della fede e della famiglia, dei doni e soprattutto della luce. Preghiamo che il Dio della luce conceda saggezza ai nostri leader e riversi guarigione e speranza sulla nostra comunità in questo momento”.