Скорее всего уже слышали, что складывать строки через + это плохая практика. Падение производительности, и всё такое. Без лишних слов, давайте измерять:
from timeit import timeit
def t1():
# складываем 10 строк через + из переменной
t = 'text'
for _ in range(1000):
s = t + t + t + t + t + t + t + t + t
def t2():
# склеиваем список строк через метод join
arr = ['text'] * 10
for _ in range(1000):
s = ''.join(arr)
def t3():
# складываем через + но не из переменной а непосредственно инлайн объекты
for _ in range(1000):
s = 'text' + 'text' + 'text' + ... # всего 10 раз
Теперь каждую строку склейки запустим по 10М раз
>>> timeit(t1, number=10000)
0.21951690399964718
>>> timeit(t2, number=10000)
1.4978306379998685
>>> timeit(t3, number=10000)
0.2213820789993406
Хм, а нам говорили что через "+" это плохо и медленно ))) 😁
Тут стоит учитывать, что речь идёт о склейке множества длинных строк.
Давайте изменим условия:
def t4():
t = 'text'*100
for _ in range(1000):
s = t + t + t + t + t + t + t + t + t
def t5():
arr = ['text'*100] * 10
for _ in range(1000):
s = ''.join(arr)
def t6():
for _ in range(1000):
s = 'text'*100 + 'text'*100 + ... # всего 10 раз
>>> timeit(t4, number=10000)
12.795130728000004
>>> timeit(t5, number=10000)
2.642637542999182
>>> timeit(t6, number=10000)
0.2184546610005782
Вот, уже другой разговор, сразу видна разница, в среднем в 6 раз. Но погодите, почему последний тест t6() по скорости такой же как и t3()? Ведь строки теперь в 100 раз длиннее!
Это вопросы оптимизации кода, какие простые изменения ускоряют или замедляют выполнение программы. Мы столкнулись с примером обхода обращения к переменной. Например, именно так работает директива #define в С++, во время компиляции подставляя значение переменной вместо ссылки на неё.
В Python это тоже работает, но часто ли вы сможете встретить такой способ работы со строками? К сожалению, способ почти только теоретический.
В целом, тесты показали то, что мы хотели. Делаем выводы самостоятельно.
Полный листинг 🌍
#tricks
🔻 Tonight the Jewish people begin celebrating the Festival of Lights. Heidi and I wish everyone throughout Texas, America, Israel, and around the world a very Happy #Hanukkah. https://t.co/ba7VgOQ7c4
November 28, 2021 at 10:50PM
via Twitter
@SenTedCruz
“Amiamo i nostri vicini e amici ebrei e dobbiamo fare tutto il possibile per proteggerli. La comunità cattolica raddoppierà i suoi sforzi per combattere l’#antisemitismo attraverso l’istruzione e la predicazione. Abbiamo offerto i nostri servizi educativi e di consulenza ai nostri vicini ebrei mentre le loro funzioni religiose sono bloccate o sovraffollate. Celebreremo numerose funzioni religiose per i morti, i feriti e i traumatizzati”.
È l’appello lanciato dall’Arcivescovo cattolico di #Sydney, mons. Anthony Fisher, dopo l’#attentato alla spiaggia di #BondiBeach, a Sydney, che ha preso di mira gli ebrei australiani mentre centinaia di persone si riunivano per celebrare il primo giorno di #Hanukkah. Una delle vittime era un sopravvissuto all’Olocausto, morto mentre proteggeva la moglie dai proiettili. Il bilancio, ancora provvisorio, è di almeno 16 vittime, mentre 38 persone sono in ospedale per le ferite. Tra loro anche un passante ripreso dalle telecamere mentre affrontava l’aggressore armato.
“Siamo tutti profondamente addolorati e giustamente arrabbiati per l’attacco terroristico a Bondi Beach. Il fatto che la celebrazione della festa ebraica di Hanukkah possa concludersi con almeno 16 morti, tra cui un bambino, e molti altri feriti, inorridisce gli australiani” scrive l’arcivescovo sul settimanale dell’arcidiocesi, “The Catholic weekly”, che ribadisce: “Il disprezzo sfacciato e spietato per la vita umana e l’odio di alcune persone verso tutti gli ebrei sono un male indicibile che deve essere ripudiato da ogni australiano. Qualsiasi attacco contro singoli ebrei – rimarca il presule – è un attacco all’intera comunità ebraica, e qualsiasi attacco contro la comunità ebraica è un affronto al nostro stile di vita di australiani. Deve essere condannato inequivocabilmente e giustizia per le vittime deve essere fatta rapidamente”.
Mons. Fisher denuncia che “per oltre due anni, si è inasprito un clima di antisemitismo pubblico che ha portato a intimidazioni, divisioni e alla normalizzazione di un linguaggio incendiario. Di fronte alla mia cattedrale a Hyde Park si sono tenute manifestazioni settimanali in cui sono stati regolarmente pronunciati messaggi provocatori, che non hanno avuto altro esito che far ‘alzare la temperatura’ e forse contribuire alla radicalizzazione. Questo deve finire”.
Mons. Fisher, inoltre, ricordando le origini ebraiche della sua bisnonna ribadisce che “Mia bisnonna era ebrea e quindi ho origini ebraiche nella mia famiglia. Gesù era ebreo, nato da madre ebrea, nato sotto la Legge ebraica. Maria e Giuseppe erano ebrei. Così come nostro padre Abramo e tutti i profeti, così come tutti i 12 apostoli. I cristiani sono figli di ebrei. E quindi, un attacco agli ebrei è un attacco a tutti noi”. E tuttavia, “anche in mezzo a un male così oscuro, ieri si sono manifestate tracce di bontà: nello straordinario coraggio della polizia, degli operatori delle ambulanze e dei soccorritori, così come dei passanti; e nella generosità di coloro che offrono aiuto alle vittime”.
L’arcivescovo conclude porgendo le condoglianze “ai nostri fratelli e sorelle ebrei. Vi assicuriamo le nostre preghiere e la nostra vicinanza in questo momento a tutte le vittime di questo attacco, alle loro famiglie e all’intera comunità. Hanukkah e Natale si verificano più o meno nello stesso periodo come feste della fede e della famiglia, dei doni e soprattutto della luce. Preghiamo che il Dio della luce conceda saggezza ai nostri leader e riversi guarigione e speranza sulla nostra comunità in questo momento”.