Доделал свой старый проект - инструмент для восстановления ориентации объектов в пространстве на основе опорных компонентов. Работает в Autdesk Maya.
Основные возможности.
▫️просто выделите опорные (обычно симметричные или осевые) компоненты и укажите куда их ориентировать
▫️ операции для доворотов и центрирования
▫️ восстановление исходного расположения после восстановления трансформаций
▫️работает как с одним объектом так и с группой
▫️ открытый API для интеграций с другими инструментами и автоматизаций
Все действия происходят с векторами и матрицами объектов, поэтому всё достаточно быстро.
Где может применяться?
🪑Нередкая проблема - собрали лейаут сцены и зафризили, или даже смержили всю геометрию в один большой меш. Требуется вернуть все объекты в "Т-позу", сохранить отдельно и расставить обратно в сцену, но с правильными трансформациями.
Инструмент как раз заточен под такую работу.
🌲Заскатерили инстансы и потом конвертнули в меш. Нужно обратно преобразовать в инстансы. Здесь поможет API который восстановит положение каждого инстанса в нуле и вернёт его обратно в исходное положение, но с правильными трансформациями. Останется забрать матрицу с объекта для инстанса.
Быстрое превью функционала:
▶️https://www.youtube.com/watch?v=JvlHa0NEXu8
Документация и код здесь:
🌍https://github.com/paulwinex/pw-maya-restore-orient
#release#source
Beppe Sala dichiara che «le nostre strade sono ancora piene di fascismo». Un’affermazione roboante, buona per i comizi e per i social, ma del tutto scollegata dalla realtà quotidiana dei milanesi. Nelle strade di Milano non sfilano camicie nere: si vedono invece scippi, violenza, spaccio e degrado crescente. Questo è il problema vero, ed è sotto gli occhi di tutti.
Da sindaco, Sala dovrebbe occuparsi della sicurezza concreta dei cittadini, soprattutto dei lavoratori e dei più deboli, invece di attaccarsi a vecchie ossessioni ideologiche utili solo a distrarre dall’incapacità amministrativa. La prassi é chiara: l’antifascismo come alibi per non governare. Milano ha bisogno di ordine, protezione sociale e serietà, non di slogan fuori tempo massimo.
#immigrazione#sicurezza#sala#beppesala#milano#italia#attualita#attualità#news#notizia#notizie#politica#politicaitaliana#governo#destra
https://x.com/SavinoBalzano/status/1948284600700031367?t=TUbjNI_YGz28yWTmwBbPMQ&s=19
Sulla vicenda #Sala, #EllySchlein dimostra tutta la debolezza della sua leadership.
Ha dichiarato: «Ribadiamo che il #Pd è al fianco del sindaco Sala e continua a sostenere il lavoro che l’amministrazione farà nei prossimi due anni per affrontare le grandi sfide che ha di fronte la città, dall’abitare alla transizione ambientale che va tenuta sempre insieme all’inclusione sociale e all’accessibilità».
Certo, qualcuno potrebbe consolarsi — accontentarsi, come farebbe un sottone qualsiasi — del riferimento all’inclusività. Ma la ciccia è un’altra: pieno sostegno al sindaco.
#BeppeSala rappresenta, politicamente parlando, tutto ciò che Elly #Schlein aveva promesso di combattere. Né più né meno. È uno che ha collaborato con l’amministrazione di Letizia Moratti. Uno che arriva a guidare la città grazie a Matteo #Renzi — quello del #JobsAct, del "PD che sbagliava", quello che asfaltava l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Per redimersi da quella stagione, la Segretaria ha abbracciato la recente campagna referendaria, finita come tutti sappiamo.
Beppe Sala è il sindaco della #gentrificazione. Di quel processo che trasforma la città sostituendo economicamente la popolazione: via i poveri — da destinare a cupi e squallidi quartieri dormitorio — per far posto ai ricchi nelle zone più sfavillanti e luminose. L’idea di Sala per #Milano è la sublimazione di un certo paradigma politico: la ZTL, gli asterischi alla fine delle parole, la schwa a mascherare il vuoto cosmico di politiche sociali per chi resta indietro. Ciò che avrebbe dovuto scardinare chi veniva da fuori per cambiare tutto, chi non era visto arrivare, chi voleva voltare pagina.
Al netto delle questioni giudiziarie — sulle quali vedremo — resta una contraddizione evidente: se metti la faccia di #Berlinguer sulla tessera, poi l’indulgenza sulla questione morale imbarazza parecchio. Si chiama karma.
Francamente, non so se sia incapacità, assenza di reale volontà, paraculaggine o resistenze troppo forti all’interno del partito. Ciò che vedo è il totale fallimento di un progetto politico che doveva cambiare tutto e che, in realtà, non ha cambiato proprio un bel niente.
Come, peraltro, si poteva prevedere fin dal primo istante.