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Изворен канал @pythonotes · Post #400 · 8 дек.

Три способа выполнить множество задач с asyncio Функция для примера: async def do_it(n): await asyncio.sleep(random.uniform(0.5, 1)) return n 1. Последовательный вызов async def main(): for i in range(100): result = await do_it(i) Такой вызов имеет смысл только тогда, когда результат одной задачи требуется для вызова следующей. Если они независимы, то это антипаттерн, так как аналогичен простому синхронному вызову по очереди. 2. Упорядоченный результат async def main(): tasks = [do_it(i) for i in range(100)] results = await asyncio.gather(*tasks) Выполняет корутины конкурентно и возвращает результат в виде списка. Полезен когда требуется получить результаты в том же порядке в котором задачи отправлены. 3. Результат по мере готовности tasks = [asyncio.create_task(do_it(i)) for i in range(100)] for cor in asyncio.as_completed(tasks): result = await cor Так же выполняет корутины конкурентно, но не гарантирует порядок. Результат возвращается по мере готовности, каждый отдельно. Полезен когда нужно обработать любой ответ как можно скорее. #async

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@gianlucaprocaccinireport · Post #10005 · 31.10.2025 г., 08:06

Il crocefisso tridimensionale Nell’iconografia cristiana orientale esiste una differenza teologica e artistica profonda rispetto alla tradizione occidentale: il Cristo crocifisso non è assente, ma non viene rappresentato nel modo realistico, doloristico e naturalistico tipico dell’arte latina. Per capire il perché, bisogna guardare alla teologia delle icone e alla storia della Chiesa orientale. ✅ 1. L’icona non rappresenta il momento della morte, ma la vittoria sulla morte Nella teologia ortodossa, l’icona non è una narrazione naturalistica, ma una teofania, una rivelazione della realtà trasfigurata. Per questo: Cristo non è mostrato come un uomo distrutto dalla sofferenza non viene resa l’agonia fisica non c’è un realismo del sangue, delle ferite, del cadavere Quando si rappresenta la Crocifissione nelle icone, Cristo è: ✔ sereno ✔ con gli occhi chiusi ma non cadaverico ✔ con il corpo composto, non deformato ✔ quasi “regale”, come un Re che entra volontariamente nella morte Quindi l’enfasi è la vittoria e la divinizzazione, non la tragedia. -✅ 2. L’icona non vuole suscitare pietismo o emozione fisica L’arte cattolica medievale e rinascimentale, soprattutto dopo il XIII secolo, ha sviluppato un linguaggio drammatico e realistic: corpi feriti, tormento, dolore fisico. Nell’Oriente ortodosso questo è considerato estraneo al linguaggio sacro: la fede non deve passare attraverso lo shock emotivo l’icona non rappresenta emozioni umane, ma realtà teologica ✅ 3. Il centro della fede orientale non è la Croce, ma la Resurrezione La tradizione orientale pone al vertice della teologia pasquale l’Anastasis (la Discesa agli Inferi), non il Calvario. L’icona più importante della Pasqua non è Cristo inchiodato, ma Cristo che rompe le porte dell’inferno e solleva Adamo ed Eva: l’immagine della redenzione universale. Il messaggio è teologico: 👉 Cristo non è vinto dalla morte; entra liberamente nella morte per distruggerla. Foto: San Basilio - Mosca https://t.me/gianlucaprocaccinireport #icone#cristianesimo#orthodox #russia#europa#cruz#croix#jesuschrist#victory#arte