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Изворен канал @pythonotes · Post #62 · 4 апр.

Когда разрабатываете свой GUI с помощью PyQt для какого-либо софта бывает необходимо позаимствовать цвета из текущего стиля интерфейса. Например, чтобы правильно раскрасить свои виджеты, подогнав их по цвету. Ведь бывает, что ваш GUI используется в разных софтах. Причём некоторые со светлой темой а другие с тёмной. По умолчанию стили наследуются, но если вы задаёте какую-либо раскраску для части виджета через свой styleSheet, то требуется ссылаться на цвета текущего стиля. Как это сделать? Как получить нужный цвет из палитры имеющегося стиля? Это достаточно просто, нужно использовать класс QPalette и его роли. Например, мне нужно достать цвет текста из одного виджета и применить его в другом как цвет фона (не важно зачем именно так, просто захотелось😊). Получаем палитру виджета и сразу достаём нужный цвет, указав его роль. from PySide2.QtGui import QPalette color = main_window.palette().color(QPalette.Text) теперь можем использовать этот цвет в стилях my_widget.setStyleSheet(f'background-color: {color.name()};') Готово, мы динамически переопределили дефолтный стиль используя текущий стиль окна! На самом деле есть запись покороче, в одну строку и без лишних переменных. Не очень-то по правилам CSS, но Qt это понимает. my_widget.setStyleSheet('background-color: palette(Text);') Этот способ не подходит если вам нужно как-то модифицировать цвет перед применением в своих стилях. В этом случае потребуется первый способ. Зато он прекрасно сработает в файле .qss, то есть не придётся в коде прописывать раскраску отдельных элементов через ссылки на палитру, всё красиво сохранится в отдельном файле .qss! QListView#my_widget::item:selected { background: palette(Midlight); } Про имеющиеся роли можно почитать здесь🌍 #qt#tricks

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Пребарај: #patarnello

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Libertà è ragione

@libertaeragione · Post #4268 · 23.10.2024 г., 18:03

#Italia#Magistratura Giuseppe #Santalucia, Presidente dell'#ANM, in un'intervista a "La Stampa": “L’autocritica (suggerita dalla #Lega|PfE, ndr) è sempre una cosa buona, ma non capisco perché evocarla in questo momento. Difenderci è doveroso sia per la giurisdizione, sia per le libertà fondanti della magistratura, compresa l’associazione”. Dal governo arriva anche una richiesta al #CSM per un provvedimento disciplinare contro Marco #Patarnello che in un’e-mail ha scritto che ‘#Meloni (#FdI|ECR) è un pericolo più grande di #Berlusconi (Presidente di #FI|EPP)’: “Non ho titolo ad esprimermi perché l’azione disciplinare va promossa dal Ministro alla Giustizia o dal Procuratore Generale della #Cassazione. Ma ritengo che non esistano margini per un’azione disciplinare contro Patarnello. Non ha offeso la Presidente del Consiglio e ha espresso contrarietà alle riforme portate avanti dalla maggioranza di governo. Credo che avere un’opinione sulle riforme che interessano la giustizia sia un diritto anche dei magistrati. Le altre interpretazioni sono malevoli e maliziose. C’è stata cioè una lettura maliziosa delle sue parole per fargli dire cose che in realtà non ha detto”. Il Vicepresidente del Consiglio Matteo #Salvini, tuttavia, ne chiede addirittura il licenziamento: “Evocare il licenziamento mi pare nulla più che una battuta, non vedo come si possa licenziare qualunque persona per aver scritto una mail che non ha alcun contenuto offensivo. Questo tentativo di continuare ad alzare i toni contro la magistratura non giova al Paese. Solo perché il Tribunale di #Roma ha deciso in modo non gradito al governo, sui migranti in #Albania, si è scatenato un putiferio. Non si può far passare l’idea che i tribunali devono decidere solo cose gradite al governo. I magistrati non devono prendere ordini dal governo. Nel caso specifico il Tribunale di Roma ha dovuto attenersi a una sentenza della Corte di Giustizia Europea. La politica pretende che la magistratura agisca in linea con il governo, ma questo non è possibile perché la magistratura è libera e indipendente e risponde solo alla legge e al rispetto dei diritti. Le accuse di una politicizzazione dei magistrati, quando questi non rispecchiano la volontà del governo, sono offensive non solo per gli stessi magistrati ma anche per il Paese e il suo assetto democratico. Purtroppo si rischia che venga meno il dialogo costruttivo perché la collaborazione prevede che ogni istituzione rispetti l’interlocutore. Occorre spiegare come stanno le cose: noi non abbiamo alcuna volontà di andare contro il governo, vogliamo solo applicare la legge. I provvedimenti giudiziari possono essere criticati. I magistrati italiani non sono chiusi alla critica anche severa ma rispettosa del loro ruolo. La verità è che nel caso che ha scatenato la polemica, e cioè la decisione del Tribunale di Roma, si assiste a uno scontro del governo contro le istituzioni europee”. @OsservatorioItaliano