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#announcement#service
Quando la politica non riesce, arriva la toga: il giudice rompe il silenzio sul potere nascosto della magistratura
In un’intervista destinata a far discutere, Luca Palamara denuncia apertamente un meccanismo che definisce “gravissimo”: l’uso politico della magistratura per colpire chi governa. “Da trent’anni, quando non è la sinistra al potere, la giustizia diventa un’arma”, afferma senza mezzi termini. Il magistrato parla di una “magistratura servente”, pronta a intervenire dove la politica non arriva.
Il tema esplode proprio mentre il Governo discute la riforma della giustizia: “Non è un caso”, sostiene, “ogni volta che si tenta di cambiare qualcosa, scatta la difesa”. E sul caso Santanché, aggiunge: “Può non sapere di essere indagata, capita spesso. Ma nessuno chiede le dimissioni di chi indaga”.
Un’intervista che scuote il Palazzo e riaccende la miccia del conflitto tra toghe e politica.
#giustizia#riforma#politica#attualita#attualità#governo#news#giudice#italia#roma#milano#processo
https://x.com/SavinoBalzano/status/1835601811689898478?t=dkppMKP_ca8qrUFldSOk8A&s=19
Solo un cretino potrebbe affermare apoditticamente che l'azione della #magistratura sia sempre e comunque indipendente: quello di giudicare è un potere, come lo è quello di accusare (senza considerare tutto il lavoro preliminare di indagine), e ogni potere è esercitato da una persona. Quella persona detiene un vissuto, delle idee, dei convincimenti, una fede: è impossibile che la sua azione interpretativa non sia condizionata dalla sua imperfettissima umanità: è un aspetto noto a chi studia il diritto (in maniera seria) e negare questa circostanza è da sciocchi. C'è chi scrive, da tempo, che esiste una componente di vera e propria "creazione" nella fase interpretativa, mentre altri parlano più romanticamente di "diritto vivente".
Ciò premesso, la cieca fiducia nei confronti della magistratura è del tutto irrazionale: vi fidereste ciecamente di un avvocato difensore che non conoscete? di un chirurgo? di un politico? E allora perché diavolo dovremmo avere fiducia senza se e senza ma nel magistrato? La fiducia cieca diventa fede e io ho fede solo in Dio.
La magistratura è un potere che il politicamente corretto non consente di criticare, un po' come il #PresidenteDellaRepubblica, ma la verità è che la magistratura è solo tristemente necessaria: se non si vuole precipitare nel disordine, è gioco forza dotarsi di un apparato dirimente. Ma questo è: nulla di più. Sotto la toga ci sono uomini come noi: gente onesta e disonesta, gente che si lava e gente che puzza, c'è quello fedele alla moglie e quello che le mette in testa tante corna quante ne conti in una cesta di lumache, c'è Borsellino e chi ha provato ad affossare la carriera di Falcone. C'è 'sta gente qui, sotto la toga: non ci sta Gesù Cristo.
E dunque possiamo criticare e dobbiamo essere severi coi #giudici tanto quanto lo siamo con la politica: la magistratura, alle volte, profittanto della debolezza della politica, interviene indebitamente laddove non dovrebbe farlo e constatarlo non è una bestemmia. Si potrebbero rievocare tante vicende, certamente in molti di noi la memoria corre alle pagine assai assai controverse scritte sul calare della Prima Repubblica, ma stiamo all'oggi.
La richiesta di condanna avanzata contro #MatteoSalvini è #politica: è una valutazione politica quella di subordinare il rispetto dei confini nazionali (dai quali deriva la sovranità necessaria all'affermazione di qualsiasi diritto) ad altro; è una valutazione politica (quasi metapolitica, addirittura) quella che riconduce a Salvini il proposito di accrescere il proprio consenso, piuttosto che perseguire l'indirizzo politico del #Governo; è una valutazione politica quella di chi ritiene che accogliere senza se e senza ma i #migranti sia più "umano" di chi con fermezza cerca di arginare la tratta degli schiavi del nostro tempo; è una scelta politica quella di guardare a strutture sovranazionali o internazionali nell'affrontare una questione epocale, quale il fenomeno migratorio, nello stesso tempo in cui quelle medesime strutture lasciano l'#Italia da sola a farvi fronte. Questa è maledettissima politica e la politica non è un affare del #giudice. Quelle citate sono tutte valutazioni politiche e non spettano al #magistrato: spettano alla politica e all'opinione pubblica che la valuta. Non lasciamoci confondere: un conto è quando il giudice, doverosamente, interviene laddove il politico commette irregolarità formali; altra cosa è quando il magistrato, sotto la veste di tale tipo di intervento, giudica l'orientamento politico di chi compie le sue scelte, mentre quest'utltimo è forte del mandato popolare ed è componente di un esecutivo che lo sostiene. Sull'atteggiamento di #Conte di queste ore stendiamo un velo pietoso, che è meglio. Anche perché non merita nemmeno un commento.
(...)
CONTINUA SU X
https://x.com/SavinoBalzano/status/1851693682296262978?t=DjaxaAj8D-PLyGvsxbfXRA&s=19
L'atteggiamento di una parte della #magistratura è letteralmente eversivo: interponendosi tra l'azione di #governo e la realizzazione degli obiettivi dell'esecutivo, mina drammaticamente alla separazione dei poteri e al buon funzionamento dello #Stato democratico.
Il #giudice di #Bologna non si è limitato a porre un dubbio circa la prevalenza del diritto nazionale o di quello comunitario: è entrato nel merito delle scelte politiche del Governo, affermando che secondo la logica assunta da quest'ultimo sarebbero state considerate sicure la #Germania nazista e l'#Italia fascista.
È letteralmente inaccettabile, anche perché è palese la provocazione laddove parte della coalizione di governo è da più parti accusata (da informazione, opposizione e pappagalli vari) di essere condizionata da rigurgiti neofascisti di varia natura.
Un gesto, quello di Bologna, malinconicamente prevedibile: sarebbe stato bello essere smentiti, ma così non è stato.
La magistratura, sia per il tramite dei suoi sindacati, che per voce del Csm, ha diritto di esprimersi su questioni che riguardino la #giustizia, ma è del tutto fuoriluogo che si metta a fare l'#opposizione extraparlamentare al governo.
La terzietà e l'imparzialità della magistratura sono gravemente messe a rischio: con le proprie determinazioni i magistrati hanno il potere di condizionare profondamente la vita dei cittadini. Un tale potere andrebbe esercitato con cautela, moderazione, compostezza: assistiamo invece a una maldestra, sguaiata e rocambolesca scesa in campo bella e buona.
Esiste dunque un'emergenza, ma è la stessa magistratura a innescarla.
Il ragionamento che sottende poi l'iniziative del giudice di Bologna è letteralmente privo di logica e buon senso: sono al sicuro le comunità di immigrati nelle banlieue francesi? ancora, come la mettiamo col clamore delle iniziative #BlackLivesMatter a seguito di tutti quei casi di violenza (taluni mortali) perpetrati dalle forze dell'ordine a danno di persone di colore negli USA? dichiariamo non sicuri gli Stati Uniti e la Francia?
Se qualche giudice desidera cambiare la società e impegnarsi per realizzare un progetto di comunità va benissimo: per farlo, però, serve assumere una posizione di parte, essere dunque parziali: si tratta di una condizione di totale incompatibilità col potere giudiziario, con la giurisdizione.
Si svestano della #toga quelli che desiderano fare #politica: sono i benvenuti come lo sono tutti e portranno realizzare quanto desiderano... dopo aver preso i voti e ricevuto un mandato politico dal #popolo.