@UltimoraPOLITICS · Post #41180 · 2022/09/05 19:09
Donald #Trump commenta le elezioni in Italia: "#Salvini? Non lo so. Spero che il mio uomo, Giuseppi (Giuseppe #Conte ndr), faccia bene, è una brava persona.” (#Repubblica) @UltimoraPolitics
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@UltimoraPOLITICS · Post #41180 · 2022/09/05 19:09
Donald #Trump commenta le elezioni in Italia: "#Salvini? Non lo so. Spero che il mio uomo, Giuseppi (Giuseppe #Conte ndr), faccia bene, è una brava persona.” (#Repubblica) @UltimoraPolitics
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@savinobalzano · Post #841 · 2024/12/12 18:51
https://x.com/SavinoBalzano/status/1867279260731535619?t=IEfkV6QOtZLrF6YWJPd6Hw&s=19 Fucilazioni e torture di massa, corpi legati a veicoli e trascinati per le vie delle città, salme trafugate dai sepolcri e festosamente bruciate in pubblico. Sta roba l'ha pubblicata anche l'Ansa. Ecco la nuova parentesi moderata e moderna in #Siria, quella che ci ha raccontato #Repubblica per giorni. Ma, poi, che importanza ha? Il nuovo premier è laureato! è un tecnico: a modo loro, "un governo dei migliori". E secondo @MassimGiannini ci dovremmo sciacquare la bocca prima di nominare quel "giornale". Mi vergogno per voi, che di vergognarvi da tempo non siete più capaci.
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@savinobalzano · Post #837 · 2024/12/09 15:19
https://x.com/SavinoBalzano/status/1866139838342221952?t=KrydeDV1fhNfgBktpbgWyQ&s=19 La nuova frontiera della #sinistrucola (politicamente) depravata. #Repubblica (prima di nominarla, secondo #Giannini, dovremmo sciacquarci pure la bocca!) prova ad avvicinare in qualche modo l'immagine di al Jolani a quella di Castro. Perché non Guevara? Siate più ambiziosi, dico io: se volete proprio essere funzionali al racconto, fatelo come si deve. Una vaga somiglianza col Cristo? Osate, osate! Miserabili.
@mauriziovezzosi · Post #329 · 2021/06/02 16:59
#italia#repubblica#2giugno#aida🇮🇹
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@savinobalzano · Post #703 · 2024/07/15 14:30
Quali sarebbero stati i commenti dei "progressisti" (virgolette super obbligatorie: la loro idea di progresso spesso coincide con la peggiore delle barbarie) se fosse stato colpito #Biden? #Repubblica avrebbe aperto con la sua faccia insanguinata di fianco a quella di #Berlusconi? #Saviano avrebbe scritto che ne facevano una vittima? Cosa avrebbero borbottato nei salotti bene della sinistrucola? Sarebbe stato molto più facile da gestire, tutto molto più ovvio: nel mirino ci sarebbe stato il buono. Mentre qui è stato un pochino più complesso: diciamo che argomentare che l'attentato a #Trump sia stato a causa e per colpa di #Trump è poco agevole. Ma per certa gente affermare l'assurdo non è mai impossibile. E invece no, nel mirino c'era proprio il cattivo e diventa dunque molto più complicato dipingere il profilo di chi ha premuto il grilletto. Di queste cosette abbiamo chiacchierato oggi in radio, da @ManuelaDonghi. https://x.com/SavinoBalzano/status/1812857106606797241?t=MX8R8nE8Pn-G3U3DUORt-A&s=19
@savinobalzano · Post #702 · 2024/07/15 09:53
#Trump come #Berlusconi: sfrutta l'aggressione, un colpo di fucile che per poco non lo ammazzava, per raccattare voti. Da tempo non considero #Repubblica un giornale (lo è mai stato?): è più un bollettino, fortunatamente sempre meno letto, al servizio della narrazione dominante, coincidente con gli interessi di talune élite finanziarie variamente identificabili. In questo senso solitamente non smuove nulla sul piano emotivo: banale, come banale è il male, per dirla alla Arendt. E però devo dire che stavolta un certo disgusto ce l'hanno fatta a suscitarmelo, davvero ripugnante il tentativo di disumanizzare la vittima, trasformarla quasi in un carnefice: "anvedi quel paraculo di #DonaldTrump, che co' 'sta storia ci alza pure qualche voto!". Beato lui! Verrebbe quasi da commentare. Questa è violenza, nella forma più autentica e "pura": instilla odio sociale, demonizza ogni forma di empatia e di simpatia verso chi non è gradito, anche quando subisce aggressioni gravissime. Repubblica è portavoce delle istanze della guerra ad ogni costo, della strategia suicida che fino a oggi abbiamo perseguito a prescindere dalla volontà dei popoli, contro di essa. È la cassa di risonanza dei pochi, dei #Biden, dei #Macron, delle #VonDerLeyen, degli #Scholz: è il quotidiano della decadenza, di chi senza consenso prova a imporre distruzione e morte ai molti. https://x.com/SavinoBalzano/status/1812787296556503209?t=uG80vMwbVYyRdaWsyIyvCA&s=19
@savinobalzano · Post #997 · 2025/04/30 06:46
https://x.com/SavinoBalzano/status/1917470362113126822?s=19 MATTARELLA "DIMENTICA" DI DIRE PERCHÈ I SALARI SONO BASSI. PER COLPA DI CHI? #Mattarella è intervenuto con fermezza sulla questione salariale e, più in generale, sulle difficili condizioni dei lavoratori in #Italia. Un passaggio significativo è stato dedicato al dramma dei caduti sul #lavoro. Si tratta di argomenti fondamentali. Tuttavia, è evidente che il Capo dello Stato li richiami quasi esclusivamente in occasione del #PrimoMaggio. C’è chi se ne occupa da anni, con continuità e dedizione. Il #Quirinale ha toccato un nodo essenziale: il lavoro, fondamento della nostra #Repubblica, da molto tempo mostra segnali di cedimento sempre più gravi. Ma nel suo intervento manca del tutto un’analisi delle cause. E questo, a ben vedere, è piuttosto singolare. Una denuncia priva di contesto finisce per essere poco incisiva. Perché i #salari non aumentano? Le retribuzioni ristagnano almeno per due motivi. Il primo – decisivo – è l’adozione di politiche economiche restrittive, lontane dall’obiettivo della piena occupazione. L’assenza di investimenti pubblici scoraggia anche quelli privati, impedendo la creazione di occupazione stabile. Ne deriva un’offerta eccessiva di lavoro – in particolare giovanile – che, come in ogni mercato, spinge verso il basso il “prezzo”, cioè il salario. È una dinamica elementare. Inoltre, come ha riconosciuto lo stesso Mario Draghi, non si è trattato di un incidente di percorso: questa strategia è stata deliberata, per competere sul piano dei costi in un sistema orientato alle esportazioni, sul modello tedesco. Accanto a questa impostazione economica si è affermato un intervento più strettamente normativo: la progressiva precarizzazione dei rapporti di lavoro. Così facendo, si è reso il lavoratore vulnerabile, meno tutelato, più esposto alla ritorsione, privo della forza necessaria per rivendicare diritti e migliori condizioni, anche retributive. Perché il #PresidenteDellaRepubblica evita di indicare le responsabilità reali, lasciando sottintendere che tutto dipenda dall’azione (o inazione) dell’attuale #Governo? Chi ha imposto l’#austerità? Chi ha spinto per la flessibilizzazione del mercato del lavoro? Chi ha voluto #Monti e #Draghi a Palazzo Chigi? Niente niente che il Colle c'entri qualcosa? È chiaro che voglia coprire politicamente le istituzioni sovranazionali che hanno imposto all’Italia un’agenda incompatibile con i principi costituzionali. Lui, della Costituzione, dovrebbe essere il garante. no? Tutti questi temi li ho trattati nel mio ultimo libro, Il salario minimo non vi salverà. Sono stato attaccato da quella parte di sinistra – sinistrucola – italiana divisa in due fazioni: da un lato i fessi che convintamente continuano a ripetere slogan sull’antifascismo, dall’altro i furbi che si rifugiano nella retorica della resistenza per nascondere le vere responsabilità di chi ha svenduto il Paese. Pensare che basti una leggina sul salario minimo per risolvere tutto questo è pura ingenuità. Significa – come troppo spesso accade – non aver capito nulla del problema o, più semplicemente, voler prendere in giro il Popolo italiano
@savinobalzano · Post #727 · 2024/08/23 08:40
https://x.com/SavinoBalzano/status/1826902126892650501?t=Nph5MkcjigQSaPyF7ltyrA&s=19 Parlava agli operai dell'Italsider di Savona, #Pertini, con un discorso tanto toccante e appassionato da essere quasi insopportabile oggi, allo sguardo di chi può guardare indietro, con la consapevolezza di quanto sia stato tradito e disatteso. Si rivolgeva ai giovani, ai lavoratori e invitava tutti alla lotta, alla difesa, alla rivendicazione. Si perché Pertini sapeva benissimo che la #libertà senza giustizia sociale è cosa vana. Cos'è la libertà senza giustizia sociale? Si domandò retoricamente in un famoso discorso di fine anno da #PresidenteDellaRepubblica: è libertà di bestemmiare, nulla di più. Ecco cosa rispose. Era garante del vincolo interno, Pertini, della #Repubblica, della #Costituzione. Tutto ciò che oggi non è il #Quirinale. Oggi al Quirinale si inciucia coi Presidenti della Commissione Europea per disarcionare "dolcemente" un capo di governo inviso agli eurocrati di #Bruxelles o si pone il veto su quel ministro sgradito alle élite finanziarie eurounitarie. In questo Paese è diventato impossibile tutelare l'interesse nazionale: tale impegno è considerato quasi reazionario, nella accezione più negativa del termine. Il punto è che oggi essere reazionari è letteralmente doveroso: una reazione a chi vuole continuare a spolpare le nostre risorse è semplicemente l'unica cosa sensata da fare. Pertini si definiva orgogliosamente riformista. Era giusto: lo faceva quando certi presidi non erano ancora stati conquistati. Oggi forse non ha più senso, se non nella misura in cui la riforma coincida con la restaurazione. Viceversa, è corretto definirsi conservatori se si vuole ciò che voleva Pertini: libertà e giustizia sociale. Il gioco di prestigio è stato proprio questo: dividere i #diritti dopo aver diviso le persone. Contrapporre libertà a diritti sociali, abbandonando l'eversività del programma costituzionale, sancito in particolar modo nell'articolo 3, che più di ogni altro seppe conciliare le anime del Paese: la laburista ("partecipazione dei lavoratori") e la cristiana democratica ("sviluppo della persona umana"). Ciò è stato possibile quando chi storicamente aveva il compito di tutelare i fragili, le periferie sociali ed esistenziali, il mondo del lavoro, ha tradito. Ed è proprio per (mal)celare quel tradimento che si sventola ossessivamente e grottescamente la bandiera arcobaleno intonando un'ormai stonata "bella ciao". È l'imbarazzo di chi non può ammettere di aver "torto il volto" da una storia, da dei valori, da determinati ideali, da una prospettiva, a indurre certe messe in scena grottesche. Lo spettacolo sgredevole cui si assiste è frutto di una necessità imprescindibile: provare a dissimulare il fatto che nel Paese vi sia qualcuno che non persegue l'interesse del #popolo italiano, ma quello di qualcun altro. Un'agenda sociale non può esistere, dopotutto partiti come il #PD non l'hanno mai perseguita quando hanno guidato il Paese, perché la priorità per alcuni è quella di agevolare determinati centri di potere, mediante le politiche economiche neoliberali volute a Bruxelles (e non solo). Oggi si urla al #fascismo, mitizzando "intellettuali" completamente vuoti, ma se soltanto le forze di opposizione abbandonassero (cosa impossibile) il ruolo di servitù o di utile idiozia il pericolo diverrebbe quello del ritorno allo stalinismo o qualcosa del genere. Ecco perché è fondamentale aprire gli occhi e comprendere che gli ideali esistono, mentre non esiste più la tradizionale contrapposizione partitica da essi sottesa. Non ha dunque alcun senso il demenziale sostenere per affezione una parte, con la consapevolezza che appena arrivata al potere svenderà ciò che vi è più caro. E ragionarci da un Paese come la #Grecia è assai più amaro: qui il #neocolonialismo e l'avido sciacallaggio europeo lo hanno pagato letteralmente con la vita.