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Oggi riproponiamo questo video di qualche mese fa, su un argomento di cui si è tornati a parlare in questi giorni... Ogni account che ospiti sulla tua piattaforma digitale equivale – per il fisco – a una transazione commerciale. Tu dai i tuoi dati, loro ti danno accesso. Risultato? Scatta l’IVA. La notizia vale 887,6 milioni di euro da Meta, 12,5 milioni da X e circa 140 milioni da LinkedIn: secondo la Procura di Milano, avrebbero evaso l’IVA perché… i tuoi dati valgono come denaro. Se questa interpretazione passasse: ➡️ Newsletter gratuite, app free-to-use, piattaforme di contenuti, programmi fedeltà... tutti modelli basati sui dati potrebbero diventare imponibili. ➡️ Le PMI, i content creator, le start-up italiane che vivono di questi modelli rischierebbero il collasso. ➡️ E potrebbe scattare una tassazione retroattiva anche per chi non ha le spalle larghe come Meta. 📍 L’IVA è armonizzata a livello europeo: se parte l’Italia, l’onda si estende ovunque. 🎥 Ne abbiamo parlato – in tempi non sospetti – con Valerio Vertua di 42LawFirm : abbiamo approfondito rischi, scenari e impatti di quella che potrebbe essere una rivoluzione normativa digitale. 💬 Tu che ne pensi? È giusto che i dati personali vengano trattati come una merce? ✍️ Scrivilo nei commenti. https://www.youtube.com/watch?v=L1b6l8qAbzc