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Sembrava AI ma erano... indiani! 🤖 Builder.ai, startup indiana del valore di oltre un miliardo di dollari, prometteva app create su misura con una sofisticata intelligenza artificiale. Ma la realtà era ben diversa: dietro all'AI non c'era altro che lavoro umano svolto da sviluppatori, da un giro di fatture false per gonfiare artificialmente i ricavi. Il crollo di credibilità conseguente a questo scandalo non si limita soltanto a danneggiare Builder .ai e i suoi investitori (Microsoft, SoftBank e altri istituzionali), ma getta anche ombre inquietanti sull'intero settore dell'intelligenza artificiale. Si parla in questo caso di "AI-washing", una pratica simile a quella nota nell'ambito "greenwashing", "pink-washing" e "rainbow-washing". È evidente che è necessario ripensare metodologie di auditing, transparency framework e meccanismi di controllo più affidabili per difendere l'integrità dell'intera industria. Ne parliamo oggi, su #CiaoInternet 👉https://www.youtube.com/watch?v=MzySGF0r5ss