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🎶 Spotify pubblica un brano "nuovo" di Blaze Foley, peccato che lui sia morto nel 1989. Il pezzo fake, generato con l’intelligenza artificiale, è apparso tra le raccomandazioni ufficiali il 14 luglio, scatenando la rabbia dei fan e della casa discografica. Le frodi deepfake su Spotify purtroppo continuano a crescere, con il rischio concreto che i truffatori incassino migliaia di euro grazie allo streaming di artisti scomparsi, approfittando delle falle nei controlli delle piattaforme. Se lo streaming e l’IA non vengono monitorati, potremmo assistere a un’ondata di “resurrezioni” fasulle. Solo nel 2023 sono stati segnalati oltre 20 casi simili, con le piattaforme costrette a rincorrere i danni. Il vero pericolo? La perdita di fiducia nei servizi musicali e il mancato rispetto della memoria artistica. 👉 Ne parliamo oggi su #CiaoInternet: https://www.youtube.com/watch?v=2H8gO3MVzL4 Meglio accettare i deepfake artistici o è il momento di fermare del tutto le frodi digitali?