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Hai mai avuto una conversazione online che sembrava perfetta? Messaggi profondi, ironia al punto giusto, intesa totale… Poi arriva l’incontro dal vivo e... silenzio. Imbarazzo. Sguardi vuoti. Potrebbe non essere solo delusione, ma chat phishing: quando una persona (o un algoritmo) usa l’intelligenza artificiale per costruire un alter ego più affascinante, più empatico, più “su misura” per te. Non è ancora un reato autonomo, ma può già essere punito. A seconda dei casi, infatti, può configurare truffa, sostituzione di persona, stalking, diffamazione o accesso abusivo a sistemi informatici. E con la Legge 132/2025, l’uso di deepfake per creare identità false è diventato un reato specifico. Ne abbiamo parlato nella prima puntata della terza stagione di “Intelligenze Artificiali – In mezzo a noi”, in onda ogni sabato su TGCOM24, insieme a Lucia Ruggiero, avvocato specializzata in diritto delle nuove tecnologie. L’intelligenza artificiale può aiutarci a comunicare meglio, ma quando inizia a sostituirci, la connessione smette di essere umana. La puntata completa è disponibile on demand su Mediaset Infinity 👉https://link.mgpf.it/chatphishing