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Immagina un esperimento con 4 milioni di persone. Si intitola “Can I Change Your View?” ed è uno studio dell’Università di Zurigo che ha analizzato la capacità di un modello linguistico di cambiare l’opinione degli utenti in un forum online. Il risultato? L’IA è stata più persuasiva del 98% dei migliori esseri umani. Superumana, letteralmente. Ho iniziato da qui il mio intervento al Senato, durante il convegno “Il potere dell’IA. Le sfide istituzionali nel regolare il potere algoritmico” il 30 ottobre scorso, un evento realizzato in collaborazione con EvoDigitale e AIQUAV, su iniziativa del Senatore Andrea De Priamo. Perché questo non è solo un dato tecnico: è il segnale che sta cambiando il modo in cui costruiamo la nostra visione del mondo. Siamo nel mezzo di una crisi epistemica, in cui non possiamo più fidarci solo di ciò che vediamo, ascoltiamo o leggiamo. E questa trasformazione sta alimentando quella che chiamo guerra cognitiva: una competizione continua per il controllo della nostra attenzione, della fiducia e, in ultima analisi, del significato stesso delle cose. Non usciremo da questa sfida solo con l’educazione. Dobbiamo imparare a usare le stesse tecnologie che plasmano la realtà per raccontarla, difenderla, negoziarla. Perché se il futuro appartiene a chi controlla il significato, dobbiamo essere tra coloro che lo costruiscono: gli architetti della realtà. 🎥 Qui il video completo del mio intervento in Sala Zuccari al Senato: 👉https://www.youtube.com/watch?v=UcAR721HV28