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Quando perfino chi vive di rischio decide di fare un passo indietro, è il momento di preoccuparsi. Mentre il mondo corre entusiasta verso l’AI, i grandi gruppi assicurativi iniziano a tirare il freno a mano, chiedendo di escludere l’intelligenza artificiale dalle polizze o limitandola con clausole talmente ristrette da svuotare la copertura. Non è solo una curiosità per addetti ai lavori: è un segnale importante. Se chi vende certezze non riesce più a prezzare il rischio AI, significa che abbiamo un problema di trasparenza, responsabilità e rischio sistemico che le aziende non possono permettersi di ignorare. Nel mio nuovo articolo per la rubrica Tech Policy su StartupItalia provo a raccontare perché questo dietrofront rappresenta la fine della fase adolescenziale dell’AI: non basta “adottare” modelli, serve una vera governance fatta di policy interne, analisi legale, test seri sui sistemi e consapevolezza che molti rischi, oggi, potrebbero restare sulle spalle delle aziende stesse. 👉 Leggi l’articolo completo su StartupItalia 🔗https://startupitalia.eu/tech/chi-rassicurera-le-assicurazioni-sullintelligenza-artificiale-perche-il-dietrofront-non-e-da-sottovalutare/