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Barbero, censura e referendum: cosa è davvero successo? Nei giorni scorsi il video “Io voto NO” di Alessandro Barbero sulla riforma della magistratura è diventato virale, è stato rilanciato da Il Fatto Quotidiano, sottoposto a fact-checking da Open ed etichettato da Meta come “informazione falsa”, con conseguente riduzione della visibilità organica. Risultato? Il dibattito si è spostato quasi interamente sulla “censura”, mentre la riforma, oggetto del referendum, è finita sullo sfondo. 🎥 Nel video di oggi facciamo un deep dive sulla vicenda e provo a spiegare cosa c’è davvero dietro 👇 Non un Grande Censore, ma un meccanismo: un’opinione (anche autorevole) che diventa notizia, viene spinta dall’engagement, giudicata dai sistemi di fact-checking e poi “mitigata” dagli algoritmi per compliance e timore di sanzioni. E intanto la politica gode: i contenuti dei politici spesso restano protetti, mentre il dibattito “dal basso” viene etichettato e raffreddato. Il punto non è chi “ha ragione” sul Sì o sul No: il vero rischio è la crescita della sfiducia nei processi democratici, e in democrazia la sfiducia è veleno puro. Guarda il video 👉https://youtu.be/76vxJiC56-M?si=xeCiFiUOjRo_Q4lU