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Oggi parliamo di Fabrizio Corona, ma non della vicenda che riguarda Signorini. Parliamo di Consob e della multa da 200.000 euro arrivata dopo il lancio della sua meme coin “$Corona”. E la cosa è passata un po' in sordina. Un token promosso su Telegram, Instagram e tramite un sito dedicato, scambiato in DeFi su Raydium, senza white paper, senza notifiche all’autorità e senza una reale persona giuridica alle spalle. Quando Consob ha chiesto chiarimenti, non è arrivata alcuna risposta: per l’Autorità si tratta di condotta dolosa, con conseguente stop a ogni replica pubblica. Il punto non è “cripto sì” o “cripto no”, ma usare la notorietà come "scorciatoia" per spingere un prodotto che molti percepiscono come un investimento, mentre il quadro regolatorio, oggi anche con MiCAR, richiede almeno un livello minimo di trasparenza e responsabilità. Chi compra pensa di giocare da insider, ma il banco lo gestisce uno solo. La viralità non è competenza, è leva emotiva, FOMO e marketing travestito da opportunità. Ne parlo in questo video con Marco Tullio Giordano di 42 Law Firm, per capire cosa contesta davvero Consob e cosa cambia, concretamente, con MiCAR. 🎥 Solo su #CiaoInternet ! 👉https://www.youtube.com/watch?v=IfdKVJtHDV4