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Se la verità non è abbastanza fotogenica, abbiamo il diritto di "aggiustarla"? Molti, a giudicare dai commenti al mio video "Polizia che mente" sulla foto "ritoccata dalla AI" della Polizia, pensano di sì. Io ritengo invece che rappresenti l'inizio della fine del nostro contratto sociale. A chi commenta "ma il fatto era vero", sfugge un punto fondamentale: se accettiamo che la realtà possa essere "abbellita" e resa "instagrammabile" per esigenze di propaganda, abbiamo smesso di essere cittadini e siamo diventati consumatori di una fiction istituzionale. Usare e diffondere un falso per raccontare la verità non è un errore di comunicazione, è un suicidio della credibilità che distrugge il valore di ogni prova futura e regala l'alibi perfetto a ogni complottista. Ne parliamo, di nuovo, oggi nel nuovo video su #CiaoInternet 👉https://www.youtube.com/watch?v=TJr3etAuA3A