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Il 27% degli adolescenti italiani sotto i 15 anni usa già l'intelligenza artificiale per sfogarsi, senza paura di essere giudicati. Uno su tre considera il chatbot un "amico digitale sempre disponibile". E il 76% degli stessi ragazzi ammette di temere che questa abitudine li stia allontanando dalle relazioni vere. Il meccanismo è semplice e preoccupante: questi algoritmi sono progettati per non contraddire mai, per mantenere l'utente online il più a lungo possibile, per monetizzare la solitudine. Un chatbot che "vuole bene" non è un amico. È un prodotto. 🎙 Ho parlato di tutto questo su "Intelligenze Artificiali - In mezzo a noi" su TGcom24 con l'Onorevole Giulia Pastorella, prima firmataria di una proposta di legge che prova a mettere dei paletti concreti: verifica dell'età degli utenti, eliminazione della memoria emotiva ogni cinque giorni, campagne di sensibilizzazione per ragazzi, genitori e insegnanti. Stiamo addestrando una generazione ad aspettarsi relazioni senza attrito, senza rifiuto, senza la fatica del confronto reale. E quando incontrano persone vere, imprevedibili, contraddittorie, umane, quella fatica diventa intollerabile. Perché nessun algoritmo insegna a stare in una relazione. Quella competenza si acquisisce solo vivendola. 👉 La puntata completa è già disponibile su Mediaset Infinity: https://link.mgpf.it/ai3-16