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Giovani di Parola

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Pubblicato30 dic30/12/2024, 20:13
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MARTEDÌ 31 DICEMBRE 2024 Dal Vangelo secondo Giovanni ( 1, 1-18) In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato. Parola del Signore. Il Vangelo di Giovanni inizia con un riferimento diretto al genesi biblica: "In principio", evocando la creazione del mondo. Ma qui, invece di parlare della creazione fisica, Giovanni introduce una realtà spirituale: il "Verbo", lo usa per parlare di Gesù, il Figlio di Dio, che è da sempre con il Padre ed è stesso Dio. Il Verbo è la fonte della vita e della luce degli uomini. La luce, simbolo di verità e salvezza, è sempre presente nella oscurità del mondo, ma le tenebre non sono riuscite a vincerla. Questo richiama il contrasto tra la luce di Cristo e l'oscurità del peccato e dell'incredulità. Il Prologo di Giovanni ci invita a meditare sul grande mistero dell'Incarnazione: Dio che diventa uomo per salvare l'uomo. È una riflessione che supera ogni concetto umano di Dio e ci invita a lasciarci trasformare dalla luce di Cristo, che illumina la nostra vita, scacciando le tenebre del peccato. Come credenti, siamo chiamati a riconoscere in Gesù l'unica vera rivelazione di Dio e a vivere come figli di Dio, accogliendo il Verbo che si è fatto carne.