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@GiovaniParola

Giovani di Parola

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Pubblicato5 gen05/01/2025, 20:01
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LUNEDÌ 6 GENNAIO 2024 EPIFANIA DEL SIGNORE Dal Vangelo secondo Matteo (2,1-12) Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: "E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele"». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese. Parola del Signore. Davanti al Signore che viene nel mondo, davanti al Signore che viene nelle nostre vite possiamo restarne turbati, come Erode che ha paura che quel Re appena nato possa sottrargli il potere, e considera quella nascita, l’incontro con il Signore, una sorta di “pericolo” per la propria autosufficienza, un elemento di disturbo per i propri progetti di potere già delineati, un imprevisto da risolvere, per cui non si smuove di un passo dal proprio palazzo, rinunciando a un incontro che forse lo avrebbe cambiato per sempre. Oppure possiamo vivere questi giorni e quelli che verranno come i Magi, desiderosi di incontrare il Signore, disposti a mettersi in viaggio, a lasciare “luoghi” sicuri e appigli conosciuti per riconoscerLo nella semplicità disarmante, nell’inaspettata essenzialità di un bimbo in braccio a sua madre. E lì provare una gioia grandissima, che vale più di ogni ricchezza, di ogni dono prezioso. Quando capita di perderci, ritroviamo la stella, affidiamoci e ritorniamo a quei momenti, quelle situazioni, quelle persone, quei desideri che ci portano dritti dal Signore. L’abbiamo atteso durante l’Avvento, ora è Lui che ci attende.