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@GiovaniParola

Giovani di Parola

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Pubblicato6 gen06/01/2025, 20:03
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MARTEDÌ 7 GENNAIO 2024 Dal Vangelo secondo Matteo (4,12-17.23-25) In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta». Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano. Parola del Signore. La storia di salvezza che è preannunciata nell’Antico Testamento con Gesù diventa realtà. Porta la luce dove per secoli ci sono state le tenebre. La novità è che quella luce è per tutti, non più solo per il popolo ebraico. Ogni persona è degna di incontrare il Signore, qualunque sia la sua nazionalità, la sua condizione. L’incontro con Gesù però va oltre la cura delle malattie, il miracolo, la risposta alle nostre preghiere, la soluzione ai nostri problemi… l’incontro con Gesù ci proietta verso una cura senza date di scadenza, una salvezza per l’eternità. Non sempre questo è facile da credere perché ci scontriamo direttamente o indirettamente con le fragilità della vita, con le difficoltà, con situazioni che non possiamo cambiare. E in questi casi facciamo fatica a trovare la luce, ma “quando non vedi il miracolo, forse il miracolo sei tu”. Il Signore oggi ci dice di convertirci e ci ricorda che il Suo regno è vicino. Siamo fatti per l’eternità, e credere questo non solo ci dà speranza o conforto per un futuro migliore, ma ci fa guardare diversamente ogni singolo istante vissuto qui e ora. Basta saper allenare lo sguardo a riconoscere Dio che passa ed è con noi in ogni momento.