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GIOVEDÌ 9 GENNAIO 2024 Dal Vangelo secondo Marco (6,45-52) [Dopo che i cinquemila uomini furono saziati], Gesù subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, a Betsàida, finché non avesse congedato la folla. Quando li ebbe congedati, andò sul monte a pregare. Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli, da solo, a terra. Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario, sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «È un fantasma!», e si misero a gridare, perché tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». E salì sulla barca con loro e il vento cessò. E dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito. Parola del Signore. Cristiani dal battesimo, animatori da una vita, però forse succede anche a noi qualche volta di scambiare il Signore per un fantasma… ci sembra inconsistente, distante, facciamo fatica a delinearne i contorni. Continuiamo a credere un po’ per abitudine, un po’ per senso del dovere, però poi in certi periodi questo Signore facciamo un po’ fatica a riconoscerLo per Chi è davvero. Anche questi periodi di dubbio, di fatica possono essere una grazia, un’occasione per fare verità. È quando il Signore ci manca che ci accorgiamo di quanto siamo stati bene quando eravamo vicini a Lui ed è sempre quando il Signore ci manca che può riattizzarsi in noi il desiderio di ritrovarLo, di rivederLo, a costo di demolire schemi e definizioni con cui cerchiamo di incasellarlo, che non corrispondono alla verità. Il Signore non ci abbandona, è quando crediamo di averlo perso che si fa riconoscere con chiarezza, nei tempi e nei modi che Lui sceglie: “Coraggio! Sono io, non abbiate paura!”.