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@GiovaniParola

Giovani di Parola

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Pubblicato2 feb02/02/2025, 20:44
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LUNEDÌ 3 FEBBRAIO Dal Vangelo secondo Marco (Mc 5, 1-20) In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro. Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese. C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare. I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati. Parola del Signore. Nel vangelo di oggi vediamo due atteggiamenti diversi nei confronti della presenza di Gesù e della sua forza guaritrice. Da un lato abbiamo i cittadini che non riescono a lasciare i propri interessi e si rallegrano per il prossimo che è stato liberato da Gesù dallo spirito immondo. A loro non importa di aver recuperato un amico che soffriva da molto tempo, ma sono preoccupati e feriti soprattutto per aver perso i loro maiali. E molte volte non riusciamo a contemplare i miracoli che Dio compie giorno dopo giorno nella nostra vita perché siamo più consapevoli di noi stessi che di ciò che accade intorno a noi. È curioso perché nel brano abbiamo una persona che è apertamente posseduta da uno spirito immondo, ma chi è più posseduto: l'uomo che ha lo spirito o il resto dei vicini a causa dell'egoismo? E spesso associamo la presenza del male ai grandi peccati, mentre i peggiori sono quelli più subdoli, quelli che passano inosservati, come l’egoismo. Il comandamento dell'amore spesso viene infranto per piccole cose. Spero che l'amore vinca sempre nelle nostre vite. Il secondo atteggiamento è quello dei guariti. È aperto alla grazia e alla gratitudine di Dio, al punto che è disposto a lasciare tutto per seguire Gesù. Tuttavia il Signore non lo permette. Molte volte facciamo delle promesse a Dio, alla Vergine o a qualche santo che non hanno senso: Dio agisce sempre nella nostra vita gratuitamente e senza aspettarsi nulla in cambio. Quando accadono i miracoli nella nostra vita, non sempre è necessario fare cose straordinariamente grandi per ringraziare il Signore, ma basta continuare a vivere. Ma dobbiamo vivere in modo nuovo, dobbiamo vivere testimoniando quanto visto e contemplato, annunciando a tutti che Cristo è il Signore della vita, che Dio è un Padre che agisce sempre in favore dei suoi figli e che lo fa nella vita di tutti i giorni. Quanto siamo fortunati che Don Bosco stesso ce lo abbia insegnato.