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@GiovaniParola

Giovani di Parola

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Pubblicato26 feb26/02/2025, 20:01
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GIOVEDÌ 27 FEBBARIO 2025 Dal Vangelo secondo Marco (9,41-50) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa. Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri». Parola del Signore. Oggi Gesù ci tira un po' le orecchie, a costo di sembrare un po' duro: taglia la mano, il piede, l'occhio se ti portano nella Geènna, ovvero al peccato, e cioè lontano da Dio. Ciascuno di noi, nel suo essere cristiano e salesiano, vive una vita alla ricerca del Signore, con l'intento di essere in unione con lui in tutto ciò che fa. Ma quanto è facile lasciare che l'animazione, il servizio, la preghiera diventino un'abitudine? Così com'è facile lasciar correre qualche mancanza, perché in fondo "che male c'è, per una volta?". In entrambi i casi il rischio enorme è di perdere di vista il bene che c'è in ciò che viviamo e in chi incontriamo e di diventare tiepidi, un po' insipidi nelle relazioni e nelle attività che proponiamo, magari proprio ai più piccoli che ci vengono affidati. E per scongiurare questo pericolo, Cristo ci chiede di tagliare ciò che non ci permette di seguirlo pienamente, che non ci permette di prendere decisioni radicali anche a costo di soffrire un po', che ci rende timorosi e che ci scomoda proprio lì dove ci sentivamo comodi e tranquilli. Non si tratta di rinunciare alla nostra umanità e debolezza, anzi, ma di sperimentare, con la Grazia di Dio, che siamo chiamati a cose grandi: a essere sale per portare il sapore di Cristo nelle strade che abitiamo.