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VENERDI’ 7 MARZO Dal Vangelo secondo Matteo Mt 9,14-15 In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno». Parola del Signore. Forse questo Vangelo nel primo venerdì di quaresima ci lascia un po’ spiazzati. Perché Gesù ci invita alla trasgressione del digiuno quaresimale? In realtà non è proprio così. Gesù vuole in realtà chiederci di praticare un digiuno vero. Desidera per noi che possiamo liberarci dal fioretto di costume, “perché si fa così”. Non serve quel digiuno che ci farà arrivare più in forma ad agosto, né quello fatto come esercizio per affinare la nostra forza di volontà: sono fini a loro stessi e non ci aiutano a uscire dalla nostra sfera di egoismo. Gesù ci spiega che il vero digiuno è quel sacrificio che ci porta a offrire per amore. E’ un digiuno che ci mette in relazione. Solo seguendo la strada dello Sposo, ovvero Gesù stesso, riusciremo a trarre realmente frutto da questo periodo.