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Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 23, 1-129 In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati "rabbì" dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate "padre" nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare "guide", perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato». Parola del Signore Non fatevi chiamare, sia la vostra vita a parlare per voi, o per dirla alla san Francesco d'Assisi: "Predicate il Vangelo ad ogni costo, se è necessario usate anche le parole". Quanto abbiamo bisogno di testimonianza, quanto abbiamo bisogno di giovani che vivano la loro Fede in maniera autentica e piena, e non su canali social o pagine Instagram, ma nella vita vera, nella realtà dove si è inseriti! Abbiamo bisogno di testimoni; lo diceva già don Divo Barsotti in una sua omelia: "Rendiamo testimonianza della Resurrezione perché in questa testimonianza noi siamo coloro che daranno l'unica Speranza agli uomini che vivono quaggiù nel buio e non sanno dove terminerà il loro cammino."