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@GiovaniParola

Giovani di Parola

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Pubblicato3 apr03/04/2025, 20:59
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Venerdì 4 Aprile 2025 Dal Vangelo secondo Giovanni (7,1-2.10.14.25-30) In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo. Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto. Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato». Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora. Parola del Signore. Ci sono due modalità di vedere questo passo: la prima con gli occhi di Gesù, la seconda con gli occhi dei Giudei. Molto spesso siamo dei Giudei, portiamo confusione e disordine su ciò che sentiamo verso Gesù, lo osserviamo, ci stiamo vicini ma non apriamo il nostro cuore veramente, che è l’atto più veritiero che possiamo mai fare verso noi stessi, verso di lui e verso gli altri. Gesù è semplice, porta in sé la Sapienza, la conoscenza e il coraggio di saper comprendere i nostri limiti, sa che non è giunta la sua ora ma che noi non siamo pronti per la vita vera, per rompere quei meccanismi limitanti che ci creiamo. Il suo nascondersi serve per ascoltare attentamente cosa veramente pensiamo, ci lascia liberi di essere e nello stesso tempo non ci lascia soli perché ha sempre un modo per parlare nella nostra profondità.