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MARTEDI’ 29 APRILE SANTA CATERINA DA SIENA, PATRONA D'ITALIA E D'EUROPA - FESTA Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,25-30) In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». Parola del Signore. No, questa cosa dell’essere piccoli, del farci piccoli difficilmente riusciamo a farla nostra. Il fatto è che difficilmente riusciamo a fare nostra la logica del riconoscerci limitati e fragili, la logica dell’avere bisogno degli altri, di chiedere aiuto e di riconoscere che da soli non ce la facciamo a portare il peso di alcune cose della vita. Il peso delle aspettative, il peso del doverci guadagnare sempre e per forza qualcosa, incluso l’amore degli altri e di Dio. Così facendo però ci perdiamo la bellezza del vivere da figli e fratelli, la bellezza di qualcosa che è anche più grande di noi ma che se predisponiamo bene il cuore allora ci conquista e ci attrae. Liberiamoci da tutto ciò che disorienta il nostro cuore, da tutto ciò che lo rende pensate e goffo nel lasciarsi amare e nell’amare, è così che potremmo metterci nel solco tracciato dalla Pasqua del Signore, nel solco di chi ci vuole vivi