TGTGInsightintelligence telegramLIVE / telegram public index
← Giovani di Parola
Giovani di Parola avatar

TGINSIGHT POST

Post #4980

@GiovaniParola

Giovani di Parola

Visualizzazioni2,490Numero di visualizzazioni
Pubblicato17 mag17/05/2025, 19:01
Contenuto del post

Contenuto

MARTEDÌ 20 MAGGIO 2025 Dal Vangelo secondo Giovanni (14,27-31) In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:«Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco». Parola del Signore Oggi Gesù consegna a ciascuno di noi il più prezioso dei doni: la pace. Quella pace che non proviene dall'assenza di problemi o difficoltà ma dalla consapevolezza che Egli cammina sempre accanto a noi ed anche nella sua apparente assenza opera a nostro favore, affinché nella nostra vita si compia il vero bene. Gesù prepara i discepoli e dunque anche noi, a comprendere che anche quando sembra allontanarsi, nascondersi, quell'assenza come nel caso del sepolcro vuoto, è testimonianza di una presenza ancora più forte e salvifica. Molte situazioni rischiano di turbare la nostra pace ma c'è una certezza che può sconfiggere ogni timore: il Signore cammina con noi ed è per noi. Il male potrà tentarci e non perderà occasione di farlo, ma Cristo ci sostiene e ci guida se solo facciamo spazio alla grazia con cui vuole rinnovare e sostenere la nostra vita. Pensiamo a tutte quelle situazioni, persone, dinamiche presenti nella nostra vita che ci tolgono la pace, che ci spengono, che ci fanno sentire senza speranza. Poi consegniamo tutto a Dio, chiediamo a Lui che è l'onnipotente e che ci ama sopra ogni cosa, di operare attraverso quello che di bello e di difficile viviamo. In questo modo faremo di tutto ciò che fatichiamo a vivere e ci toglie la pace un occasione per affidarci esperimentare la Sua paternità.