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Giovani di Parola

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Pubblicato20 mag20/05/2025, 19:00
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MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2025 Dal Vangelo secondo Giovanni (15, 1-8) In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli». Parola del Signore Nel Vangelo di oggi Gesù parla di un'operazione che viene eseguita nel campo dell'agricoltura ma che talvolta si rivela necessaria anche nella vita di ciascuno di noi, si tratta della potatura. È doloroso pensare che ci venga tolto qualcosa, dover rinunciare ad una parte di noi stessi, magari proprio quella verso la quale avevamo sviluppato un particolare attaccamento ma che non ci aiutava a portare frutto, non ci faceva bene. Gesù ci dice che alcuni tagli sono necessari e che l'unica realtà a cui dobbiamo ancorarci saldamente è Dio. Per questo dobbiamo ricordare che non c'è nulla capace di portare frutto al di fuori di questa relazione. È l'essere radicati in Cristo l'essenziale che non ci verrà tolto e ci permetterà di portare frutto nonostante i necessari tagli che dovremo affrontare nella nostra vita.