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Giovani di Parola

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Pubblicato28 mag28/05/2025, 19:00
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GIOVEDI 29 MAGGIO 2025 Dal Vangelo secondo Giovanni (16,16-20) In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete». Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire». Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia». Parola del Signore. Ascoltare quando non si comprendono le parole è come scalare una montagna e non meravigliarsi davanti al panorama raggiunto. Le parole “un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete” possono sembrare misteriose, ma racchiudono una profonda verità: Gesù parla della sua morte imminente e della sua risurrezione. I discepoli nonostante siano stati con lui e hanno vissuto dei miracoli evidenti, non comprendono, perché ancora non hanno sperimentato la Pasqua. Ma arriva la risposta immediata di Gesù che li rassicura: il dolore che proveranno sarà temporaneo, e la loro tristezza si trasformerà in gioia. È un invito alla speranza, anche nei momenti di buio: ciò che oggi ci appare come perdita, un lasciar andare sofferto e impossibile può diventare domani sorgente di vita nuova, se vissuto nella fede e nell’amore.