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Giovani di Parola

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Pubblicato2 giu02/06/2025, 19:02
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MARTEDÌ 3 GIUGNO 2025 Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 17,1-11a) In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te». Parola del Signore. Al centro di questo Vangelo c’è la preghiera che Gesù rivolge al Padre: essere glorificato per glorificare. Sembra un concetto astratto, ma in realtà non c’è niente di più concreto, la stessa parola “gloria” in ebraico significa letteralmente “peso”. La gloria di Dio rimanda ad uno spessore, alla sostanza di qualcosa. Gesù ha bisogno di essere glorificato perché la sua vera natura è essere una cosa sola con il Padre, il suo spessore è nell’essere in comunione con gli uomini. La sostanza di Dio è eterna e nella storia, impastata di beatitudine e di croce, per tutta l’umanità e per ogni singolo essere umano… La vita eterna è assaggiare questa gloria, imparare a gustarla giorno dopo giorno. É riconoscere e ricordarsi di essere fatti a immagine e somiglianza di questo Dio “grande da far paura” e “più intimo a sé di sé stessi”, nell’essere una cosa sola con Lui e con i fratelli. Qui la nostra sostanza, la nostra identità più profonda, la nostra gloria oggi e sempre.