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Giovani di Parola

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Pubblicato20 giu20/06/2025, 19:00
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SABATO 21 Giugno 2025 San Luigi Gonzaga Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6, 24-34) In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza. Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena». Parola del Signore. Siamo umani e, in quanto tali, siamo abituati a sentirci sopraffatti e a preoccuparci della sopravvivenza. Non possiamo farci nulla; è come se avessimo un istinto che ci spinge a preoccuparci sempre della sopravvivenza. Inoltre, detestiamo l'incertezza; desideriamo sempre la certezza e avere tutto pianificato e sotto controllo. Vogliamo essere padroni della nostra vita e del nostro destino. Tuttavia, proprio a causa di questo istinto, ci rendiamo conto di non essere così liberi come pensiamo di essere padroni di nulla: dipendiamo sempre da qualcosa, come il cibo. Nel Vangelo di oggi, Gesù ci chiede di lasciarci guidare da Dio, di essere capaci di abbandonarci nelle braccia del Padre. Contemplando il mondo, vediamo che tutto segue il suo corso senza che spesso dobbiamo intervenire. E questo perché la Divina Provvidenza è sempre all'opera. Se ci concentriamo sul Regno e teniamo lo sguardo fisso su di Lui, allora sapremo cosa sono i miracoli. Certo, dobbiamo agire perché le cose accadano e per ottenere gli altri, ma dobbiamo farlo sapendo che non tutto dipende da noi, ma da un Altro. Pensi che Don Bosco fosse consapevole della portata del potenziale della sua Congregazione? Pensi che Don Bosco avrebbe potuto aiutare i Salesiani a raggiungere 136 paesi da solo? Impossibile. Semplicemente si fidava, e tutto gli veniva dato in omaggio. Si fidava, e sapeva che i miracoli erano possibili.