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@GiovaniParola

Giovani di Parola

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Pubblicato22 lug22/07/2025, 19:00
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MERCOLEDI 23 LUGLIO 2025 Dal Vangelo secondo Giovanni (15,1-8) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. Parola del Signore La metafora della vite e dei tralci ci ricorda che la vita cristiana non è un'impresa individuale, ma un rapporto vivo e dinamico con Cristo. Come un tralcio separato dalla vite non può sopravvivere, così anche noi non possiamo portare frutto spirituale senza rimanere uniti a Gesù. Portare frutto significa che tutto ciò che viviamo è segno di una pace e una gioia che vengono da Lui. Chi ci incontra dovrebbe poter dire che nonostante la vita a volte è difficile per tutti, il cuore rimane sereno perché ha la certezza di essere amato e mai abbandonato da Lui. I frutti del vivere così sono la pace, la gioia, la comunione. Chiediamo al Signore il dono di saper "rimanere" con Lui anche quando tutto sembra troppo difficile e avere la certezza che questo porterà frutto nella nostra vita e di chi ci sta intorno.