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Giovani di Parola

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Pubblicato15 ago15/08/2025, 18:59
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SABATO 16 AGOSTO 2025 Dal Vangelo secondo Matteo Mt 19,13-15 In quel tempo, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli». E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là. Parola del Signore. "Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me…” Una delle frasi più conosciute del Vangelo. Eppure oggi, nel mondo degli adulti, dei risultati, delle prestazioni, rischia di suonare come poesia, o peggio ancora, come qualcosa da riservare solo all’infanzia biologica. Ma Gesù non sta parlando solo di bambini piccoli. Sta parlando di uno stile, di un cuore. Chi li ha portati? Non lo sappiamo. Forse genitori, forse nonni, forse qualcuno che li amava e desiderava per loro una benedizione, una preghiera, uno sguardo da parte di Gesù. Chiunque fosse, aveva capito una cosa: vale la pena portare a Gesù ciò che è fragile, piccolo, semplice. E invece… i discepoli li rimproverano. Forse pensavano che Gesù avesse cose più importanti da fare. Forse volevano proteggerlo dalla confusione. Ma, in fondo, quel rimprovero parla anche a noi: quante volte, dentro di noi, sentiamo che non è il momento, che non siamo adatti, che siamo troppo piccoli, troppo indegni per andare a Lui? Gesù non solo accoglie i bambini, ma corregge i discepoli, li “smonta”, li mette davanti alla loro cecità. Non impedite che vengano a me! Non chiudete la porta, non mettete filtri, non fate passare l’idea che l’amore di Dio è solo per chi capisce, per chi ha studiato, per chi è forte. Gesù ha uno sguardo che vede nel piccolo il valore pieno. Per Lui, i bambini non sono “il futuro”, sono il presente del Regno. Non è solo un gesto tenero: è una proclamazione teologica fortissima. Il Regno non appartiene a chi comanda, a chi si impone, a chi calcola tutto. Il Regno è per chi si fida, per chi sa dipendere, per chi non ha bisogno di maschere, per chi ha il cuore aperto e le mani vuote. Don Bosco l’avrebbe amato questo brano. Lui che ha dato la vita per i giovani, per i ragazzi poveri, dimenticati, difficili. Lui che non ha mai considerato un ragazzo troppo piccolo per credere, troppo immaturo per essere santo. Don Bosco ha creduto, come Gesù, che ogni giovane è Terra Santa, che basta una carezza, uno sguardo vero, un gesto educativo per aprire il cuore al cielo. In un mondo che ti dice che conti solo quando sei grande, quando produci, quando dimostri… il Vangelo ci ricorda che sei prezioso adesso, così come sei.