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Giovani di Parola

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Pubblicato30 ago30/08/2025, 19:28
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DOMENICA 31 AGOSTO 2025 Dal Vangelo secondo Luca (14,1.7-14) Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato». Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti». Parola del Signore. Quante volte, anche senza accorgercene, cerchiamo di “stare davanti”: essere notati, ricevere like, approvazione, farci vedere. Gesù oggi ci sfida: “Scegli l’ultimo posto”. Non perché valiamo meno, ma perché l’amore vero non ha bisogno di mettersi in mostra. Essere umili non significa sentirsi inferiori, ma riconoscere che tutto è dono e mettersi al servizio. Per Dio, l’ultimo posto è spesso quello che conta di più: è il posto dei piccoli, dei dimenticati, dei poveri ma anche di chi sa mettersi da parte per lasciare spazio agli altri. È una scelta controcorrente, soprattutto in un mondo che ti dice che per contare devi farti vedere, dimostrare, conquistare e dal Signore noi dovremmo imparare proprio questo, amare gli ultimi e riconoscerli come amici, donare anche e soprattutto a chi non può ricambiare. Ma non solo dal punto di vista Materiale. Per il Signore "invita chi non ti può ricambiare" significa: ama senza aspettarti niente, aiuta chi non può restituirti nulla. Questo è il cuore del Vangelo: vivere per gli altri, non per essere ripagati, ma per costruire un mondo più vero, più umano. La vera carità è quella che non cerca un contraccambio, ma si dona liberamente, perché riconosce nell’altro un fratello. Oggi chiediamoci “sto scegliendo i “primi posti” nella mia vita? O riesco ad amare anche quando nessuno mi applaude?”