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MERCOLEDÌ 17 SETTEMBRE 2025 Dal Vangelo secondo Luca (7,31-35) In quel tempo, il Signore disse: «A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”. È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”. Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli». Parola del Signore. A chi è simile questa generazione? A bambini che gridano gli uni contro gli altri. Ascoltando le notizie, aprendo i social, sembra che sia proprio questa l’immagine del mondo ora. Occorre necessariamente schierarsi a un estremo e non guardare in faccia chi la pensa diversamente, dire istantaneamente la propria opinione su tutto quello che accade, finire per sparare giudizi verso chi è più lontano e, senza nemmeno accorgercene, anche verso chi ci sta più vicino. C’è una violenza che dilaga ed è sempre più difficile stare dalla parte della Verità. Le voci corrono, i giudizi facili compromettono il modo di vedere la realtà per quella che è davvero, di considerare gli altri innanzitutto come persone. Importa il consenso, guadagnare qualche applauso o like rassicurante, perché l’importante è sentirsi a posto nella propria cerchia. Ma il Signore scardina le sicurezze, i giudizi taglienti e l’indifferenza. ChiediamoGli di aiutarci a guardare quello che accade con i Suoi occhi, di riconoscerLo in questo mondo ferito, ma assetato di amore e verità.