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@GiovaniParola

Giovani di Parola

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Pubblicato2 ott02/10/2025, 19:01
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Venerdì 03 Ottobre 2025 Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,13-16) In quel tempo, Gesù disse: «Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato». Parola del Signore. A una lettura superficiale del Vangelo odierno, potrebbe sembrare che Gesù stia lanciando un avvertimento a Corazin, Bestaida e Cafarnao. Sembra certamente parlare con un tono minaccioso. Tuttavia, se il messaggio viene analizzato attentamente, più che un avvertimento/minaccia, sembra che Gesù si senta ferito. Sembra incapace di comprendere come sia possibile che, mentre lui si impegna a fondo per la gente di quelle città, ci siano persone che non credono al suo messaggio, che non sono disposte ad ascoltarlo e ad accoglierlo. Lo zelo pastorale di Gesù lo porta a soffrire a causa dell'incredulità e della testardaggine della gente. Per Gesù, il Regno dei Cieli, l'annuncio della Parola del Padre, non è qualcosa di insignificante; anzi, da esso dipende la sua vita. E la stessa cosa che accade agli abitanti di quelle città può accadere anche a noi. Quante volte ci aspettiamo grandi cose prima di credere, e quante volte non ci accorgiamo dei piccoli dettagli che accadono intorno a noi? Il Signore parla ai nostri cuori ogni giorno, ma dobbiamo essere capaci di ascoltare ed essere disposti ad accogliere la Sua Parola per convertire i nostri cuori a Lui. Se Lo rifiutiamo, rifiutiamo il Padre che Lo ha mandato. Oggi è il giorno perfetto per chiedere allo Spirito Santo di aprire le nostre orecchie all'ascolto della Parola del Figlio che ci parla del Padre e delle Sue promesse per noi. Ma per ascoltarLo, dobbiamo riconoscerLo nelle piccole cose.