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Giovani di Parola

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Pubblicato6 ott06/10/2025, 18:59
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MARTEDI’ 7 OTTOBRE 2025 Dal Vangelo secondo Luca Lc 1,26-38 In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei. Parola del Signore. Questo brano dell’Annunciazione è uno dei testi più densi e radicali del Vangelo, perché ci mette davanti a una verità che riguarda tutti: il senso della vita non si costruisce da soli, ma nell’ascolto di una chiamata, nel dialogo tra la nostra libertà e qualcosa – o Qualcuno – che ci interpella in profondità. Maria è una ragazza giovane, come voi. Sta iniziando la sua vita adulta, con progetti, sogni, aspettative. Ma qualcosa irrompe: un angelo, un messaggio inatteso, una proposta che cambia ogni equilibrio. Non le viene imposto nulla. L’angelo non comanda, non obbliga: entra, saluta, parla… e aspetta. È un Dio che bussa, non che sfonda la porta. È un Dio che chiede collaborazione, non sottomissione. Maria si turba. Non capisce. E non ha paura di dire: “Come avverrà questo?” È la domanda autentica di chi prende sul serio la propria esistenza. Anche noi, se vogliamo vivere in profondità, dobbiamo avere il coraggio di porci le domande vere: Qual è il senso di ciò che sto facendo? Perché sto scegliendo questa strada? Chi voglio diventare? Sono domande scomode, ma decisive. Maria non cerca risposte facili, cerca senso. E scopre che il senso più profondo della vita non è qualcosa che si possiede, ma qualcosa che si accoglie. La risposta dell’angelo non chiarisce tutto. Non spiega nei dettagli cosa succederà. Ma offre una direzione: “Lo Spirito Santo scenderà su di te… nulla è impossibile a Dio.” In altre parole: fidati. Lasciati abitare. Non tutto sarà chiaro, ma non sarai sola. Il cuore del brano è quel momento in cui Maria dice “Avvenga per me secondo la tua parola.” È un atto libero, adulto, profondo. Non è rassegnazione, è assunzione di responsabilità. Maria accoglie una chiamata che non ha cercato, ma che sente vera. Non sa dove la porterà, ma sceglie di fidarsi. È in quel “sì” che la sua vita prende una direzione nuova e piena di senso. Per voi, che siete in un’età in cui tutto sembra possibile ma anche tutto da costruire, questo brano può essere una chiave potente: non aspettate che il senso della vita vi arrivi già pronto. Non rincorrete soltanto sogni già confezionati da altri. Fermatevi. Ascoltate. Accogliete anche l’inquietudine, il dubbio, il desiderio profondo di essere parte di qualcosa che vale. E quando vi sentirete interpellati – da un’idea, da un incontro, da una passione, da una ferita – non tiratevi indietro. Il senso della vita si costruisce dicendo dei “sì” veri, liberi, profondi. Anche se fanno paura. Anche se non si hanno tutte le risposte. Maria non sapeva tutto. Ma ha detto sì. E quel sì ha cambiato la storia.