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GIOVEDì 9 OTTOBRE Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11,5-13) In quel tempo, Gesù disse ai discepoli: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono. Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!». Parola del Signore. Quante volte prego e non sento Dio? Mi sembra che le mie parole si perdano nel vuoto, che le porte restino chiuse. Ma Gesù oggi mi ricorda che la fede non è una risposta immediata: è cammino, fiducia, perseveranza. Il Vangelo mi dice: chiedete, cercate, bussate. Tre verbi che parlano di movimento, di iniziativa. Dio attende che sia io a fare il primo passo, che lo cerchi davvero; che bussi alla sua porta nel bisogno, ma anche nel quotidiano, nel silenzio, nelle attese. Forse non ricevo subito ciò che spero, ma ogni preghiera sincera apre una fessura alla luce di Dio. Cosa significa per me “non arrendermi” quando Dio sembra tacere? Sto davvero chiedendo, cercando e bussando, o mi fermo davanti alla prima porta chiusa? Persevera: Dio non si dimentica te!