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SABATO 11 OTTOBRE Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11,27-28) In quel tempo, mentre Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!». Parola del Signore. Gesù oggi mi ricorda una cosa importante: la vera beatitudine non è un premio lontano, ma qualcosa che posso vivere già qui e ora. Essere beato significa godere della gioia piena e profonda dell’incontro con Dio. In questo Vangelo Gesù mi indica la via da seguire: ascoltare la Parola e metterla in pratica. È lì che nasce la gioia vera: nell’incontro quotidiano con Lui, nella pace che solo l’amore autentico sa dare. Nel continuo rincorrersi durante la mia giornata della preghiera e del servizio. Non basta fare del bene per sentirmi “a posto”. Il servizio verso gli altri non è solo un gesto di bontà umana o sociale: è risposta a un amore più grande, quello di Dio che si fa presente in ogni volto che incontro. Quando servo con il cuore rivolto a Lui, ogni gesto, anche il più piccolo, diventa preghiera. Vivo l’ascolto del Vangelo come un incontro che trasforma la mia giornata? Nel mio servire, sto cercando l’approvazione degli altri o sto cercando Dio? “Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano.”