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@GiovaniParola

Giovani di Parola

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Pubblicato25 ott25/10/2025, 20:15
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DOMENICA 26 OTTOBRE 2024 Dal Vangelo secondo Luca (18,9-14) In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato». Parola del Signore In ognuno di noi convivono il fariseo e il pubblicano ed è bene prendere coscienza di queste due dimensioni che spesso guidano i nostri ragionamenti e giudizi su noi stessi e sugli altri. Talvolta, come nel caso del fariseo, pensiamo che sia sufficiente curare l'esteriorità per salvare la nostra anima e ci affanniamo ad occupare i primi posti delle nostre realtà ecclesiali, magari lasciando indietro chi non reputiamo degno. Altre volte invece, il male ci attacca tentando di convincerci che non siamo degni di stare davanti al Signore a causa delle nostre ferite e fragilità. Entrambe le convinzioni sono errate. Il Signore ci attende e ci accoglie con tutto ciò che ci portiamo dentro. Scruta il mistero del nostro cuore e riversa su ciascuno la Sua infinita misericordia. Basta accostarsi a Lui con umiltà, senza la pretesa di occupare le prime file ma con la consapevolezza che ciascuno occupa un posto prezioso nel cuore del Padre.