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MERCOLEDI’ 26 NOVEMBRE Dal Vangelo secondo Luca Lc 21,12-19 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita». Parola del Signore. Il male e le difficoltà esistono nella nostra vita. Sono quel serpente che si insinua nelle nostre giornate e abbiamo la sensazione che sia proprio questo che ci impedisce di essere felici al 100%. Molti di noi pregano ogni giorno: “Liberaci dal male”. Ma quando le difficoltà diventano inevitabili? Cosa ci resta da fare? Forse dobbiamo riscrivere le nostre motivazioni, riorganizzare le cause del nostro fallimento nell’essere felici. Il vero pericolo delle difficoltà è che ci fanno sentire “sfortunati”, non capiti e soprattutto poco amati. Ma è questa la verità? E’ proprio in questi momenti che dobbiamo affidarci all’Amore del Signore. Chi è riuscito a farsi abbracciare dal suo Amore anche durante le difficoltà ha vissuto una vita vera e piena. Se pensiamo agli anni in cui Don Bosco non riusciva a trovare un luogo stabile per i suoi ragazzi, quante volte deve essersi sentito stanco, quante volte avrà pianto, quante domande si sarà posto. La sua forza è però rimasta l’Amore che riceveva da Dio e che rifletteva verso i giovani. Un ragazzo senza padre, di umili origini, che ha dovuto lavorare per mantenersi gli studi, è riuscito a fare delle sue difficoltà una ricchezza per gli altri. Ci è riuscito perché ha messo tutto nelle mani del Signore.