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@GiovaniParola

Giovani di Parola

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Pubblicato28 nov28/11/2025, 20:01
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SABATO 29 NOVEMBRE Dal Vangelo secondo Luca Lc 21,34-36 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo». Parola del Signore. I problemi dell’uomo, quelli veri, rimangono sempre gli stessi nei secoli. Spesso la vita diventa monotona e difficile. Chi non riesce più a provare stupore ha la stessa reazione di chi fugge. Si può fuggire dalla monotonia, dalle responsabilità, dalla verità, da qualcuno. A questo punto si cercano spesso stupefacenti, anestesie per la solitudine e la tristezza. Non è solo chi cerca alcol e droga a cadere in questo vortice. Pur di sentirsi amati, di appartenere a qualcosa, si può sparire in qualcun altro, nell’ossessione verso la propria apparenza, nelle cose, nel lavoro, come nelle sostanze, e si finisce per non riuscire più a ritrovare sé stessi. E’ in Dio, che ci ha creati a sua immagine e somiglianza, che possiamo realmente ritrovare e conoscere noi stessi. Come antidoto Gesù ci consiglia la preghiera. Questa soluzione ci sembra la carta debole, quella inutile del mazzo, che non ha mai funzionato più di tanto. Il motivo è che non sappiamo pregare, o meglio, che siamo convinti di non saperlo fare. La verità è che poi solo chi inizia a pregare impara a pregare. Solo chi è consapevole di non dover contare solo su sé stesso riesce ad affidarsi anche a Dio.