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SABATO 13 DICEMBRE 2025 Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 17,10-13) Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista. Gesù dialoga con i discepoli, scendendo dal monte dove hanno vissuto la Trasfigurazione. Non ha accolto la proposta di Pietro di restare ma risponde alle domande dei discepoli. Questi, che hanno appena visto la gloria di Dio, restano sorpresi e non capiscono che il Messia sia già arrivato, senza che prima sia venuto il profeta Elia a preparare tutto. Il fatto è che la preparazione è già stata realizzata. «Ma io vi dico: Elia è già venuto» (Mt 17,12): Giovanni Battista ha preparato il cammino. Ma gli uomini del mondo non riconoscono gli uomini di Dio, ne i profeti del mondo riconoscono i profeti di Dio, né i prepotenti della Terra riconoscono la divinità di Gesù Cristo. E’ necessario uno nuovo sguardo ed un cuore nuovo per riconoscere i cammini di Dio e per rispondere con generosità e gioia alla chiamata dei suoi inviati. Non tutti sono disposti a capirlo ed, ancor meno, a viverlo. Così le nostre vite ed i nostri progetti possono, a volte, contrapporsi alla volontà del Signore.