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@GiovaniParola

Giovani di Parola

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Pubblicato12 gen12/01/2026, 19:50
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MARTEDÌ 13 GENNAIO 2026 Dal Vangelo secondo Marco (1,21-28) In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava. Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea. Parola del Signore Gesù parla con un’autorità che nasce dalla profonda coerenza tra le parole che pronuncia e i gesti che compie. È colui che fa ciò che dice e porta fino in fondo, con fede e convinzione, la missione ricevuta. Questo atteggiamento stupisce e al tempo stesso disorienta chi gli sta attorno. E cosa fa spesso la gente quando non comprende? Mormora. La paura di ciò che è sconosciuto o sfugge alla propria logica genera giudizio e distanza. Tuttavia, tutto questo non arresta l’opera di salvezza e di redenzione del Signore, che libera un uomo da uno spirito impuro. Di fronte ai fatti, persino i più scettici non possono fare altro che riconoscere la grandezza di ciò che avviene per mano di Gesù. La coerenza, la perseveranza e l’autorevolezza che scaturiscono dal modo in cui Gesù vive e agisce sono per noi un modello. Anche noi, oggi, possiamo essere guardati con sospetto per la nostra fede cristiana, talvolta persino giudicati. Ma una vita coerente, unita a una fede vissuta nel quotidiano, può diventare un segno autentico e credibile per chi ci circonda.