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@GiovaniParola

Giovani di Parola

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Pubblicato14 gen14/01/2026, 19:46
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GIOVEDÌ 15 GENNAIO 2026 Dal Vangelo secondo Marco (1,40-45) In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte. Parola del Signore La dinamica descritta nel vangelo di oggi può davvero aiutarci ad entrare nell'ottica di ciò che vive chi sperimenta un incontro autentico con il Signore. Tutti noi possiamo essere affetti da una qualche forma di infermità fisica o spirituale che richiede l'intervento del Signore. Questo lebbroso senza nome in cui ciascuno può riconoscersi, ci insegna a non arrenderci di fronte a tutto questo ma invocare con fede il Signore presentandogli le nostre necessità. Egli ascolta, si fa vicino, tocca e guarisce. Da questo incontro nasce un annuncio che neppure le parole di Gesù riescono ad arrestare. Perché incontrare veramente il Signore significa fare posto dentro di sé alla vita eterna, alla gioia, ad un amore che chiede di essere comunicato e non taciuto, condiviso e non risparmiato. Anche noi come il lebbroso siamo chiamati a farci annunciatori di questo incontro che ci ha guariti e salvati e se ancora non è avvenuto, invochiamolo con tutto il cuore, proprio oggi, proprio adesso qualsiasi sia la nostra condizione presente. Gesù ascolta, tocca, guarisce, salva.