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Giovani di Parola

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Pubblicato28 gen28/01/2026, 19:59
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GIOVEDì 29 GENNAIO 2026 Dal Vangelo secondo Marco Mc 4,21-25 In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha». Parola del Signore. La luce non viene per essere nascosta, ma per illuminare, eppure spesso la copriamo con la paura, con l’abitudine, con la tentazione di non esporci. Gesù ci ricorda che ciò che è vero, prima o poi, chiede spazio, perché la luce non sopporta di restare sotto il letto delle nostre comodità o sotto il moggio delle nostre difese. Non si tratta di mettersi in mostra, ma di lasciare che ciò che Dio ha acceso in noi possa fare il suo lavoro silenzioso: illuminare. Nulla di autentico è destinato a rimanere segreto per sempre, perché la verità non umilia, libera, e ciò che viene alla luce non è per condannarci ma per renderci più veri. Per questo Gesù insiste sull’ascolto: fate attenzione a ciò che ascoltate, perché l’ascolto modella il cuore e decide la misura con cui viviamo. La vita restituisce secondo la misura che scegliamo: chi si apre riceve ancora, chi custodisce con fiducia vede crescere, chi invece chiude per paura finisce per perdere anche ciò che aveva. La luce del Vangelo non chiede perfezione, ma disponibilità; non chiede di brillare da soli, ma di essere posti dove la luce serve. E così, nel quotidiano, tra gesti semplici e scelte piccole, il Regno prende forma: una lampada accesa, un ascolto attento, una misura larga con cui lasciamo Dio operare in noi e attraverso di noi.